Le colline marchigiane, digradanti dall'Appennino al mare, sono zone felici per il prosperare di ottime uve dall'essenza marcatamente zuccherina e profumata, base indispensabile per ottenere vini di qualità. Si dice che le Marche hanno un vino per ogni contrada, ognuno con le proprie caratteristiche. Se il più noto e apprezzato a livello internazionale è il Verdicchio, quindici sono i vini DOC (Bianchello del Metauro, Colli Maceratesi, Colli Pesaresi, Esino, Falerio dei Colli Ascolani, I Terreni di San Severino, Lacrima di Morro d'Alba, Offida, Pergola, Rosso Conero, San Ginesio, Serrapetrona, Rosso Piceno, Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica) e 2 vini DOCG (Rosso Conero e la Vernaccia di Serrapetrona). Il Colli Maceratesi è Bianco, Ribona e Rosso. Il Bianco è composto almeno al 70% di Maceratino, ha colore giallo paglierino tenue, odore caratteristico e gradevole, sapore asciutto e armonico, particolarmente indicato per antipasti, brodetti o grigliate di pesce. La versione Passito assume quell' odore etereo e sapore vellutato che addolcisce il fine pasto alzando il tono fino a 15,5 gradi. La versione spumante, con quella spuma fine, persistente e sapore lievemente acidulo, si apprezza come aperitivo. Come il Verdicchio di Matelica, vocato ad antipasti magri e pesce: il paglierino tenue ha limpidezza brillante, l'odore è delicato, il sapore asciutto, armonico con retrogusto gradevolmente amarognolo. Per concludere un DOCG: Vernaccia di Serrapetrona, rosso dolce frizzante, prodotto con uva Vernaccia nera minimo 85% in una zona limitata (comuni di Serrapetrona, Belforte del Chienti, San Severino Marche) e con tecniche particolari di vinificazione. Il colore varia dal granato al rubino, odore caratteristico, sapore dal dolce al secco con fondo gradevolmente amarognolo; ottimo da dessert ma anche da pasto intero è uno dei pochi spumanti rossi italiani. Infine, due prodotti particolari, da antica tradizione familiare: il "vino cotto", ottenuto da bollitura del mosto e successiva fermentazione; il "vino di visciole", ricavato dalla fermentazione di una sorta di ciliegia selvatica, unita a vino rosso.