Se la Ciociaria ha 800.000 anni di storia, il vino si può ben identificare come nettare degli dei etruschi e romani: i primi coltivavano le viti su terreni più aspri, i secondi nelle zone più pianeggianti e assolate, per ottenere principalmente quei vini bianchi dal sapore e colore pieno e deciso, cui erano dedicate le feste "Vinalia". Oltre la zona dei Castelli, l'altra area vinicola del Lazio di tradizione preromana è la Ciociaria, dove ai vitigni di antichissime origini si sono affiancati Cabernet e Merlot. Merita grande attenzione il rosso autoctono Cesanese del Piglio Doc, diffuso dagli Etruschi; nel Medioevo era molto apprezzato dai papi anagnini e costituiva la bevanda prediletta di Federico di Svevia, che soggiornò ad Anagni, sotto la tutela del Papa Innocenzo III. Il Cesanese prospera nelle osterie romane, soprattutto quando si presenta abboccato nella prima parte dell' anno, svinato precoce come un novello ed è sempre presente al rito dell'uccisione del maiale.

È un vino rosso rubino prodotto nelle tipologie secco, asciutto, amabile e dolce, caratterizzate da diverso contenuto in zuccheri residui (dall' 1% al 3,5% ). I vitigni utilizzati sono Cesanese di Affile e/o Cesanese comune, con l'eventuale concorso, per non oltre il 10 %, di vitigni a frutto bianco, per innalzare il tenore di acidità e dare maggior profumo al prodotto. Ben conosciute le versioni spumante e frizzante naturale. All'immissione al consumo il vino ha colore rosso rubino, tendente al granato con l'invecchiamento, odore delicato e caratteristico, sapore morbido, leggermente amarognolo; la gradazione minima è di 12%. Il Cesanese del Piglio viene associato a salumi stagionati, bucatini all'amatriciana, primi piatti con sughi di carne, agnelli alla cacciatora, fegatelli di maiale alla griglia, trippe in umido, pollame e coniglio arrosto. Le tipologie più o meno dolci e lo spumante si accompagnano bene a dolci secchi, ciambelle, crostate di frutta. Di gran piacevolezza la Passerina del Frusinate (bianco IGT ) nei comuni di Anagni, Piglio, Paliano, Serrone e Acuto, mentre nella Valle di Comino si produce un eccellente Atina Doc. Questa Doc si produce nelle tipologia Rosso e Cabernet: colore rosso più o meno intenso, tendente al granato con l'invecchiamento, odore fruttato caratteristico, sapore armonico, pieno, asciutto, a volte erbaceo; gradazione minima 12% per le tipologie riserva 12.5%. Si abbinano a primi piatti strutturati, a secondi a base di carni bianche, rosse e selvaggina da pelo.