Le pietanze casalinghe del reatino accompagnano con friccicore la doc Colli della Sabina, produzione vinicola a cavallo delle province di Roma e Rieti, in una vasta area attraversata dal Tevere, dal confine con l'Umbria fin quasi a Roma. È una denominazione d'origine abbastanza recente che si vinifica in bianco, rosso e rosato. Il Bianco accompagna, oltre a minestre di verdura e formaggi non stagionati, il pesce di lago proveniente da una zona ricca di bacini lacustri: Cornino, Duchessa, Lungo, Paterno, Rascino, Ripa Sottile, Scardarello, Turano, Ventina e il lago del Salto, uno dei bacini più grandi d'Italia creato artificialmente negli anni '20. Questo Bianco ha colore paglierino più o meno intenso, odore delicato, sapore asciutto, armonico, talvolta amabile, fatto con le uve di Malvasia Bianca di Candia, Malvasia del Lazio, Trebbiano Giallo e Trebbiano Toscano. Comprende la tipologia frizzante e spumante.
Il Colli della Sabina Bianco si presta da aperitivo se secco, da fine pasto se amabile. Il Rosso si colora di rubino vivace e stuzzica le papille con un sapore rotondo, che si estende da secco ad amabile mantenendo un intenso odore vinoso. Vinificato da Sangiovese e Montepulciano, evolve nella personalità del frizzante, del novello e dello spumante, prestandosi a tutto pasto; lo spumante si serve come aperitivo se secco e a fine pasto se amabile o dolce. Il Rosato deriva dalle stesse uve del Rosso con odore delicatamente fruttato e sapore fresco, da secco ad amabile. Un vino, il Colli della Sabina, che si beve con quello spirito da compagnia che si ritrova nelle osterie, ancora presenti nel territorio.