Sono noti in tutto il mondo i ricami di Palestrina, gioielli di artigianato eseguiti da abili e pazienti mani che, con ago e filo, riproducono l'antica tecnica del punto Palestrina. Il nome del punto, e naturalmente dei ricami, deriva da quello dll'omonima cittadina in provincia di Roma: Palestrina, appunto, l'antica Praenestre romana.
Sebbene l'origine dei ricami di Palestrina si debba far risalire addirittura al periodo etrusco, fu proprio ai tempi della Roma Imperiale che questo genere di attività artigianale conobbe il suo maggior sviluppo: la moda di adornare abiti e mantelli con ricami divenne così diffusa tra le matrone romane, che Faustina, consorte dell'imperatore Antonino Pio, arrivò a voler creare proprio a Palestrina una scuola per le fanciulle in cui veniva insegnata la nobile arte.

Il trascorrere dei secoli non intaccò il successo dei ricami di Palestrina, tanto che corso del XVII secolo fiorirono non solo in Italia, ma in tutta Europa, numerose scuole di ricamo. Nel Settecento, poi, nella stessa Palestrina sorsero addirittura due di questi laboratori di formazione artigianale: il primo creato nel 1733 dal Cardinale Francesco Barberini all'interno del Convento del Bambin Gesù e destinato essenzialmente all'istruzione delle ragazze dei ceti più poveri, e il secondo aperto nel 1795 come sezione dell'Istituto Antonelli. Successivamente, alle scuole religiose si unirono quelle laiche come, per esempio, il Palestrina Ars, fondato nel 1908 da Ferdinando Olivieri.
Oggi come ieri, i ricami di Palestrina ripropongono la tecnica esecutiva del punto Palestrina, che può avere due varianti: a nodi picot, detto anche "nodo di Palestrina grosso", e a nodi a smerlo, detto "nodo di Palestrina piccolo". Il ricamo si esegue orizzontalmente e, affinchè sia di grande effetto, la distanza tra un punto e l'altro deve essere perfettamente regolare.

 

Per saperne di più

www.comune.palestrina.rm.it