È ricco, poliedrico e di grande rilevanza artistica l'artigianato acese, che nasce da una stretta connessione con quelle che sono le radici culturali, folcloristiche e religiose della città. Un esempio tipico sono i caratteristici carretti siciliani, che ad Acireale rappresentano una tradizione antichissima. Ma, nelle decorazioni che impreziosiscono i carretti, c'è qualcosa di particolare che rivela quale sia un'altra, importantissima risorsa del patrimonio artigianale acese: sono le immagini che raffigurano le gesta dei Paladini, tema centrale dell´Opera dei pupi. Già, i pupi.
Ovvero quelle straordinarie marionette la cui effige ripropone gli eroi più popolari del ciclo carolingio chiamati ad assumere una valenza sociale diventando, di volta in volta e di storia in storia, simboli del potere e della soggezione, della ricchezza e della povertà, del giusto e dell'ingiusto, del bene e del male. L'abilità degli artigiani di Acireale si esprime da sempre in modo magistrale nella creazione di pupi: realizzati su una struttura di legno, finemente decorati e addirittura cesellati oltre che invariabilmente dotati di corazza di metallo, si differenziano da quelli messi a punto dalla scuola palermitana (più difficili da muovere perchè molto snodati e leggeri) per la loro facilità di manovra, prerogativa resa possibile dalla pesantezza e dalla fissità degli arti. A dar vita vera ai pupi è da sempre chiamato un altro artigiano molto speciale, che si potrebbe addirittura definire "artigiano della storia e del teatro": il puparo. Era, ed è ancora oggi, la voce impostata del puparo a rievocare fatti e leggende provocando suggestione e pathos con i suoi racconti delle gesta dei paladini della Chanson de Roland, dell'Orlando Furioso, della Gerusalemme Liberata.

Ancora oggi, mentre viviamo in pieno gioie e dolori dell'era multimediale, la sola idea dei pupi porta alla memoria scampoli di vita d'altri tempi, fatti di spettacoli di piazza accompagnati dalle grida dei bambini e dal rumore delle armature. Un fascino immortale che, per fortuna, sopravvive in diversi teatri siciliani e che, ad Acireale, è sostenuto non solo dall'impegno collettivo del Comune e della cittadinanza, ma anche da quello di storiche famiglie di pupari come i Pennisi e i Macrì. Come dimostrano, per esempio, l'esposizione permanente di pupi di pregevole fattura al Museo dell'Opera dei Pupi Turi Grasso e al Teatro dell'Opera dei Pupi Emanuele Macrì.

Per saperne di più

www.comune.acireale.ct.it;
www.acirealeturismo.it

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L´antico Teatro Macrì di Acireale mette in vendita una piccola parte di materiale antico non più utilizzabile per gli spettacoli: si tratta di pupi armati e non, scene, teste e cartelloni dipinti su carta a tempera. I pupi sono alti 1,20 cm., pesano tra 15 e 20 chili, l´ossatura è in legno, sono rivestiti di stoffa e le armature sono in ottone. Informazioni: www.teatropupimacri.it

Da vedere
Mostra permanente dell'Opera dei Pupi, nel Teatro dell'Opera dei Pupi: fondato nel 1887 dal puparo acese don Mariano Pennisi, in via Tono, è stato poi trasferito nel 1928, nell'attuale sede di via Alessi 5, tel. 095.7685601. Teatro-Museo dell'Opera dei Pupi Turi Grasso, via Nazionale per Catania 195, Frazione Capomulini, tel. 0957648035, www.operadeipupi.com, aperto tutto l'anno nei giorni di mercoledì, sabato e domenica in estate dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 2w1, in inverno dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, ingresso libero.