La conoscenza del ferro è datata in tempi remoti, sin dalle prime lavorazioni dei resti di meteoriti, ma è solo nel Medioevo che venne acquisita maggiore padronanza della sua lavorazione. Ma certamente, neanche a quei tempi si sarebbe potuto pensare che la lavorazione di questo metallo sarebbe diventata una vera e propria arte, di cui sono testimoni indiscussi Ernesto e Mario Ferrari, rispettivamente padre e figlio, portavoci di valori come la dedizione e la passione per il proprio lavoro. Ernesto Ferrari si rivelò, sin da bambino, propenso al disegno e all'osservazione acuta della natura che lo circondava al fine di comprenderne l'essenza. Una qualità che gli sarebbe stata indispensabile nel suo lavoro. Data la povertà della famiglia, iniziò a lavorare come operaio in botteghe ed officine, dove acquisì maggiore padronanza del mestiere che gli consentì di realizzare lavori ammirevoli, come la cancellata della Villa Ravizza, caratterizzata dalla presenza di fiori, animali, e foglie.A questo sono seguiti atri capolavori come il cancello a pannelli rappresentativo della Via Crucis: un'opera senza eguali, dall'inestimabile valore, alta oltre 2 metri e dal peso di 5 quintali. Al padre, si unì il figlio Mario e insieme diedero vita a opere dalla bellezza ineguagliabile, di grandissimo valore, come il cancello di Villa Monterosso o il portale del Mausoleo impreziosito da borchie. Ciascuna di queste opere è arricchita da animali come ranocchie, pesci, topolini; opere tutte diverse tra loro, ma tutte di grande valore e, soprattutto, frutto di maestria, tecnica e tanto tanto ingegno.Tra i più alti risultati dei maestri ricordiamo il Cristo Crocifisso donato a Papa Pio XII, i Cerbiatti a Luigi Einaudi e il Cristo Morente ad Alcide De Gasperi. L'opera di Mario si contraddistinse da quella del padre per l'utilizzo di metalli preziosi con cui ha dato vita a oggetti unici come bracciali, candelabri, monili, sperimentando tecniche di grande raffinatezza e innovando quotidianamente il proprio lavoro. Nel 2004, l'amministrazione di Acqui Terme ha deciso di rendere omaggio a questi due grandi artisti con l'inaugurazione del Museo del Ferro battuto in segno di gratitudine e di ammirazione nei confronti di due grandi artisti che hanno dedicato tempo e cura alla ricerca dei particolari e conservato una grande sobrietà nelle linee, ma non solo. Questa iniziativa ha anche lo scopo di far conoscere a quanti amano l'arte, la creatività e la fantasia di due grandi personalità che hanno elevato un metallo a vera e propria poesia.