C'è stato un tempo in cui Gallipoli era il porto principale del Mediterraneo per il commercio dell'olio d'oliva. Un olio definito 'lampante' perchè destinato soprattutto alla illuminazione. Nel 1500 a Gallipoli fondarono le proprie case commerciali i più ricchi commercianti d'Italia come i genovesi Spinola, Calvi, Nanni che ancora sopravvivono nelle famiglie e nella toponomastica della città. Tanta era la mole di questo commercio che papa Gregorio XIII nel 1581 accordò l'assoluzione collettiva a tutti coloro che, impegnati nelle operazioni di caricamento, non avessero santificato la domenica. E anche i consolati di molte nazioni europee avevano a Gallipoli una sede permanente: la Russia e l'impero ottomano, la Francia e la Spagna, la Svezia e la Norvegia. In cambio di olio, queste nazioni riversavano a Gallipoli ogni genere di merci, dal cuoio al lino, dalle spezie allo zucchero, dai legnami al ferro.
Ecco quindi la fisionomia attuale di questa cittadina in provincia di Lecce sulla costa del Salento ironico: palazzi imponenti, chiese affrescate, e quelle testimonianze così originali per chi viene dal nord che sono i frantoi ipogei. Il più importante tra questi, il frantoio di Palazzo Granafei, completamente restaurato, è uno splendido ricordo di 'quell'età dell'oro' in cui la cittadina pugliese assisteva alla crescita della sua ricchezza.
Tutto sotterraneo, scavato nella roccia, presenta una volta a conci nella zona di macinazione, i pozzi di scarico delle olive, i magazzini di deposito, un piccolo ambiente destinato ad accogliere bestie e animali nei brevi periodi di riposo e soprattutto l'enorme vasca di macinazione con le grosse macine in pietra. Inoltre si fa notare un originale torchio in legno per la spremitura dell'olio, mentre le visite guidate spiegano tutto il fascino della lavorazione dell'olio che nei secoli passati dette lavoro a intere generazioni a Gallipoli e nel circondario. Anche i documenti esposti alle pareti attestano questa realtà oggi superata dalla lavorazione meccanica e soprattutto modificata fortemente dall'introduzione della ferrovia che fece decadere il commercio marittimo.

Per saperne di più

www.comune.gallipoli.le.it