A Ostuni la produzione di fischietti è una vera e propria istituzione. L'origine dei fischietti di Ostuni è schiettamente popolare. Si tratta di un giocattolo di poche pretese e alla portata di tutti, in particolare dei bambini. Sulle bancarelle delle sagre di paese non manca mai e, il 16 e 17 gennaio, durante la festa di Sant'Antonio Abate, nei tempi andati era costume dei fidanzati donare alle promesse spose un ricco cesto di frutta, dentro al quale si nascondeva anche un fischietto, sempre a forma di gallo o di uccello. Il dono ricevuto aveva una duplice simbologia: la frutta era l'emblema della fertilità in omaggio alla donna e il volatile, nella foggia del fischietto, rievocava la virilità maschile.

Ma, oltre la tradizione eppure in continuità con essa, le forme dei fischietti di Ostuni si dividono in tre categorie. Ci sono quelli antropomorfi, come il prete, il guerriero oppure il carabiniere, fitomorfi, cioè in forma di pianta e zoomorfi, come appunto gli uccelli. Cambiano le forme, ma restano ugualmente molto vivaci i colori.