Le pietre che testimoniano un passato fatto di storia e di tradizioni, gli incanti di paesaggi che sembrano tele di Turner o di Monet, tesori artistici irripetibili e di inestimabile valore: sono queste le caratteristiche più evidenti di centinaia di borghi, a volte sperduti, spesso allocati in piccoli Comuni senza un nome che fa richiamo, ancor più spesso toccati dal degrado dei centri storici o dalla inefficienza dei servizi.
Comuni e piccoli borghi dove è maturata tanta storia della nostra Italia, che oggi rischiano lo spopolamento ed il conseguente abbandono a causa di una situazione di marginalità rispetto agli interessi economici che gravitano intorno al movimento turistico e commerciale. Ma anche questi borghi, nell'immaginario turistico mondiale, concorrono a rappresentare il Bel Paese come un luogo di grande bellezza e di una cultura raffinata.

Quell'Italia che mantiene vive le tradizioni popolari e si ritrova sotto i campanili a discutere su come organizzare una sagra patronale, e dove la gente, con la sedia sulla porta di casa, partecipa alla vita di tutti e lascia le finestre aperte alle canzoni popolari e ai profumi di una cucina ancora greve di sapori.
È un'Italia lungo le cui strade sono passati secoli di storia, si è formata la cultura e si è consolidata la civiltà; un'Italia dove, sull'acciottolato delle viuzze, ti puoi immaginare Petrarca, che cammina con un fascio di codici antichi sotto braccio, o Caravaggio alla ricerca di volti segaligni da ritrarre. Un'Italia dove, se non fosse per il cicaleccio della tivù che si mescola alle parlate popolari, non riusciresti a individuare il secolo preciso da cui provengono questi fotogrammi.

Varie e diversificate sono le tipologie dei "Borghi più belli" del nostro Bel Paese: dai villaggi-fortezza ai ricetti medievali, dai borghi marinari a quelli montani, dai borghi castellani ai nuclei architettonici di costruzioni spontanee. Borghi d'atmosfera, dunque: musei a cielo aperto, ritmi lontani da quelli dei raccordi anulari e delle tangenziali, luoghi dove cogliere il senso vero del fluire delle stagioni, il giusto rapporto tra uomo e natura.

Per preservare l'identità di questi Comuni, valorizzarne le ricchezze ed offrirle al visitatore più attento, l'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha dato vita al Club dei "Borghi più belli d'Italia".
Si tratta di un consesso prestigioso che raduna il meglio di quell'Italia minore che è anche - grazie ai suoi prodotti di nicchia come il vino, l'olio, l'artigianato - il cuore della nostra alimentazione e della nostra creatività. L'iniziativa dei Borghi più belli, oltre ad essere una sorta di censimento della bellezza residua del nostro Paese, serve a collegare le realtà delle piccole comunità con le esperienze turistiche più evolute, con quello che si chiama "turismo di prossimità", attento alla cultura dei luoghi.
Sottolineando la qualità di un borgo, il marchio contribuisce moltissimo alla sua notorietà.I borghi DOC collegati in rete possono infatti diventare una delle principali destinazioni turistiche d'Italia.

Più di cento sono i piccoli borghi in tutta Italia, trentasette inseriti sinora nella classifica dei gioielli del Club. Regione per Regione, ne presentiamo la mappa completa, cominciando dalla Liguria. Aggrappato al filo del monte, si presenta Apricale, in provincia di Imperia, un paese di pietra che sembra vivere nel Duecento, raccolto come una scenografia intorno alla splendida piazzetta.

In Piemonte, si segnala il Ricetto di Candelo, in provincia di Biella, una struttura fortificata tardo medievale realizzata dalla comunità contadina locale, nelle cui "rue" si respirano emozioni di un mondo rurale ormai perduto. Sempre in Piemonte, Orta San Giulio, in provincia di Novara, un incantevole borgo lacustre racchiuso tra acque quiete e montagne innevate.

Il Trentino Alto Adige annovera nell'albo d'oro dei Borghi più belli, due cittadine tirolesi in provincia di Bolzano: Vipiteno, con le sue case coronate di merli e gli eleganti bovindi che si affacciano sulla Reichstrasse, simile a una lunga sala da festeggiamenti; Chiusa, adagiata sulle sponde del fiume Isarco, un gioiello artistico incastonato in uno splendido scenario naturale.
Suggestioni diverse in Friuli Venezia Giulia, dove il bosco, le acque, la pietra arenaria e il legno delle case sono gli elementi che contraddistinguono Poffabro, nel Comune di Frisanco, in provincia di Pordenone, un paese raccolto nelle montagne della Val Còlvera.In Veneto, un posto d'onore lo merita Asolo, in provincia di Treviso, fiore all'occhiello della Corte rinascimentale della regina Cornaro: territorio di antica bellezza e luogo di cultura frequentato da artisti. Altro comune di grande prestigio, Arquà Petrarca, in provincia di Padova, che fu l'ultima dimora del poeta che dà il nome a quest'incantevole borgo trecentesco immerso nel verde e nel silenzio dei Colli Euganei.
Passando in Lombardia, troviamo Castellano Lagusello, nel Comune di Monzambano, provincia di Mantova, dove lago e castello danno il nome a questo piccolo borgo fortificato di atmosfere virgiliane.

Diversi i Borghi in Emilia-Romagna: nel Comune di Vernasca, provincia di Piacenza, troviamo Vigoleno, un borgo-castello interamente circondato da mura; nel Comune di Parma, Compiano, un villaggio castellano appenninico che conserva l'impianto urbanistico medievale, con i suoi stretti vicoli lastricati; in provincia di Bologna, si segnala Dozza, il paese dai muri dipinti posto su una collina, il cui paesaggio romagnolo, vegliato dalla poderosa rocca, sembra quasi "toscano"; Montefiore Conca, invece, è forse la rocca malatestiana più emozionante, per il suo aspetto anomalo, quasi surreale, ben visibile in tutto il territorio riminese.Quattro i gioielli delle Marche: Gradara, in provincia di Pesaro e Urbino, che è ancora terra malatestiana che respira il vento del mare in cui risuonano voci, musiche e amori, come quello sfortunato di Paolo e Francesca cantato da Dante; Moresco, in provincia di Ascoli Piceno, che è un paesino immerso nella tradizione, ricco di opere d'arte risalenti al Cinquecento, il periodo del suo massimo splendore.
In provincia di Macerata, San Ginesio, che ha una gloriosa storia medievale, con notevoli monumenti e una meravigliosa vista sui Monti Sibillini; Visso, che, attraversata da tre fiumi, è la perla di questi monti, con le mura castellane del Duecento e bei portali e finestre in pietra chiara lavorata.

I due gioielli della Toscana stanno entrambi in provincia di Arezzo: Poppi, nel Casentino medievale, ricco di castelli, pievi e monasteri, circondato dai boschi e sovrastato dalla severa mole del castello; Anghiari, nel meraviglioso scenario dell'Alta Valle del Tevere, un borgo dal fascino medievale con le case in pietra, i vicoli, le scale, le suggestive piazzette.
Tutti in provincia di Perugia i quattro eletti dell'Umbria: Castiglione del Lago, in posizione incantevole sul lago Trasimeno, un borgo antico tra gli ulivi e i pini marittimi con un ricco patrimonio culturale e una ricettività qualificata; Paciano, fondato nel Trecento come castello feudale, premiato dall'Unione Europea come "villaggio ideale"; Bevagna ha avuto la fortuna di restare ai margini dello sviluppo industriale, conservando quasi intatto il suo assetto urbanistico medievale, con le botteghe che si aprono sulle caratteristiche viuzze; Montefalco, circondato dai vigneti del celebre "Sagrantino", splendido borgo ricco d'atmosfera.

Quattro anche i Borghi nella Regione Lazio: Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, la "città che muore", un ciuffo di case medievali appoggiato su un cocuzzolo che frana, unito al mondo, cioè a Bagnoregio, da un lungo ponte; Sperlonga, in provincia di Latina, un borgo marinaro arroccato in cima a uno sperone roccioso, con gli intonaci bianchi di calce, archi, scalette e viuzze che si aprono e si nascondono, si inerpicano e ridiscendono fino al mare. Un angolo di bellezza agreste a un'ora da Roma è Castel di Tora, in provincia di Rieti, le cui case in pietra, strette l'una all'altra dentro vecchie mura, fanno pensare a un presepe che galleggia sull'acqua del lago del Turano. Più in alto, a guardia della stessa vallata, tra castelli diroccati e rifugi dei briganti c'è Collalto Sabino, nido d'aquila ai confini con l'Abruzzo.

In Abruzzo, sono due i Borghi entrati nel Club, entrambi in provincia de L'Aquila: Scanno, paese dal cuore antico conservato in palazzi e in angoli suggestivi, e nei riti e nelle tradizioni in cui scorre una vena orientale; Pettorano sul Gizio, che ha ancora l'aspetto di un villaggio medievale, col centro storico in parte spopolato a causa dell'emigrazione.
Al sud, è Furore, in Campania, provincia di Salerno, il primo borgo ammesso: un grumo di case abbarbicato alla montagna, un giardino pensile proteso verso l'azzurro del cielo e del mare, luogo caro agli dei. In Basilicata, figura il centro storico di Venosa, in provincia di Potenza, ricco di molteplici suggestioni architettoniche, dall'età romana (vi nacque Orazio) al medioevo, al Rinascimento. Classificato anche il centro storico di Acerenza, edificato su un'altura dove il fitto reticolo di case e palazzetti si stringe intorno alla maestosa cattedrale romanica, uno dei monumenti più pregevoli di tutto il Mezzogiorno.Sempre nel Potentino, Castelmezzano, un piccolo paese delle Dolomiti lucane adagiato in un anfiteatro di guglie e picchi, in un fantastico paesaggio di roccia che ha il sapore della fiaba.

Dal belvedere di Acerenza si scende verso la Puglia, dove due sono i borghi classificati. Nell'incantevole Valle d'Itria, il centro storico di Cisternino, in provincia di Brindisi, che, pur circondato da ogni lato dall'edilizia moderna, conserva il suo carattere medievale ed appare compatto nella sua architettura spontanea di archi, viuzze, scalette, ballatoi e antiche facciate imbiancate a calce. In provincia di Lecce, Otranto, considerata la città più orientale d'Italia, un luminoso sogno mediterraneo affacciato sull'Adriatico e racchiuso da mura a custodia della splendida cattedrale.
La Calabria vanta due borghi: in provincia di Cosenza, Morano Calabro, presepe sperduto tra le verdi pieghe del monte Pollino, con le sue viuzze e le sue chiese, uno dei centri più affascinanti dell'intera regione; in provincia di Reggio Calabria, Scilla, borgo di pescatori di fronte allo stretto di Messina, l'unico paese della costa ad aver rifiutato un invadente turismo alberghiero, permettendo così ai visitatori di godersi felicemente ancora il mare che lambisce le vecchie case addossate le une alle altre.


Per maggiori informazioni: http://www.borghitalia.it/