Si chiamano pietra basaltina e peperino le due pietre tipiche della provincia di Viterbo dalle quali deriva la maggiore tradizione artigianale locale, appunto quella della lavorazione della pietra viterbese. Entrambe utilizzate da millenni nell’edilizia, il peperino e la pietra basaltina hanno costituito la materia prima essenziale per la realizzazione di rocche, palazzi aristocratici, sarcofaghi etruschi e mura di antichi borghi: la pietra basaltina, in particolare, contraddistingue, regalandole carattere, l’architettura di città gioiello come Bagnoregio e Orvieto.

Da San Pietro a Dolce e Gabbana

Grigia, di origine lavica, conosciuta e apprezzata già in epoca Romana, pietra basaltina viene ricavata soprattutto dalle cave di Bagnoregio, vicino al lago di Bolsena. La grande resistenza è la sua principale caratteristica, tanto che proprio per questo viene ancora oggi utilizzata largamente per la realizzazione di pavimenti, davanzali, scale e rivestimenti. Molti i riferimenti architettonici di rilievo che raccontano dell’importanza e del pregio della pietra basaltina: nel Rinascimento, per esempio, veniva trasportata su grandi chiatte fino a Roma, dove è stata impiegata anche per pavimentare la scalinata del Campidoglio e piazza San Pietro. E il suo successo non da cenni di tentennamento: non a caso proprio la pietra basaltina è stata scelta, per la sua eleganza e il calore mediterraneo che sa trasmettere, anche dagli stilisti Dolce e Gabbana per la loro sede e il loro showroom.

Il peperino viterbese

Sebbene ne esista anche una varietà rosata, come la pietra basaltina anche il peperino viterbese è, nella maggior parte dei casi, di colore grigio, ma ha dei puntini neri come granelli di pepe: è appunto per questo che è stato battezzato “peperino”. Molto resistente alle intemprerie, ma anche facile da lavorare, questo tipo di pietra viene ancora oggi utilizzato per pavimentazioni e rivestimenti di facciate di palazzi.

 

Per saperne di più

www.comune.viterbo.it
www.provincia.vt.it