L'orto, il cortile, il vigneto, le stagioni sono le fonti dei prodotti tipici di Padova che ancora oggi ne caratterizzano la gastronomia. Stupida la gallina? Provate la gallina padovana, per esempio, a modo di insalata alla canevera in saor oppure gli sfilacci con uva passa, pinoli e ristretto di aceto caramellato su letto di finocchio marinato, accompagnata dalla Doc Colli Euganei.
Fa leggere, la gallina, gusti spiccati e fa scrivere di piatti fragranti, come la cugina gallina di Polverara, la faraona, il cappone, l'anatra e l'oca, davvero giuliva in tavola. La famosa gallina padovana ha un gran ciuffo di penne lunghe ed eleganti sul capo, come i capellini delle signore d'epoca Belle Epoque, ma pure lunghe basette e la barbetta pronunciata: se la bellezza è discutile, indiscutibile è la bontà delle sue carni, che a Padova ispira tante gustose ricette tradizionali.

L'origine della padovana? Controverso, pare sia stata importata dalla Polonia attorno al 1300 dal marchese Giovanni Dondi dall'Orologio, che ne allevò alcuni esemplari nel giardino della sua villa. Oggi è il frutto di incroci galanti con pollame nostrano, come la razza di Polverara, che sfoggia un piumaggio più sobrio e più semplice per razzolare alla ricerca di cibo. La Gigante Padovana è nata solo nell'Ottocento dall'incrocio di galli Cocincina con galline Polverara. Negli anni cinquanta era quasi scomparsa, sostituita da specie più produttive ma meno nobili. Solo l'impegno di pochi allevatori locali, membri dell'associazione Pro Avibus Nostris, ne ha permesso il recupero e la valorizzazione.
Oggi, viene riconosciuta come razza pura e deve essere allevata secondo precisi standard che regolamentano la sua alimentazione, lo spazio minimo riservato all'animale perchè possa essere definito 'ruspante' (almeno quattro metri) e l'età che deve raggiungere prima di essere 'sacrificata' per usi alimentari (un anno).
Tali norme, che prevedono anche l'apposizione di un marchio a garanzia dell'origine, si applicano nell'intera area di produzione della Padovana, compresa fra le province di Padova e Venezia. In questo modo il pennuto è tornato protagoniste sulle tavole venete, specialmente su quelle euganee. Famoso il bollito alla padovana nella versione codificata nel Seicento dal tedesco Mattia Giegher.

Ottimo condimento è l'extravergine dei Colli Euganei, tipicamente verde oro, sapore delicato, ottenuto con estrazione a freddo, generalmente confezionato non filtrato, dopo accurate decantazioni. Le eccellenze dell'enogastronomia padovana sono ora certificate dal marchio di qualità Padova da gustare, e incluse nella Carta dell'eccellenza dell'enogastronomia padovana, che stabilisce i criteri per garantire l'assoluta tipicità, genuinità e rintracciabilità dei prodotti . E se qualche volta, giustamente, il piacere supera la moderazione, travolti dal gusto dei bolliti, dei risi e bisi (riso e piselli), pasta e fasoi (pasta e fagioli), dal prosciutto di Montagnana o dagli zaletti, pronta sarà la remise en forme alle Terme Euganee.

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Turismo Padova e Terme Euganee
Riviera dei mugnai 8
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