La Foiba di Basovizza, in origine un pozzo minerario, fu scavata all'inizio del XX sec. per intercettare una vena di carbone ma fu presto abbandonata per la scarsa produttività. Il 29 e il 30 aprile 1945 l'abitato di Basovizza divenne il fulcro di numerosi e tragici combattimenti tra le forze jugoslave. Si seppe poi che in zona vi era stata una sommaria esecuzione di prigionieri.

Nel '53 vi fu l'autorizzazione al recupero di rottami ferrosi: gli scavi scesero fino alla profondità massima del pozzo senza trovare alcuna salma. Nel 1992, con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali, la Foiba di Basovizza è stata dichiarata monumento nazionale.

La Foiba di Basovizza è il simbolo di tutte le atrocità commesse sul finire della seconda guerra mondiale e negli anni successivi dalle milizie e dai fiancheggiatori del dittatore comunista Tito. Oggi la foiba consiste in una lastra di pietra, sul davanti della quale è riportato un passo di una preghiera ed è contraddistinta da una grande croce. A lato si trova, tra i vari cippi commemorativi, una rappresentazione grafica della sezione del pozzo, con indicate le quote relative ai vari ritrovamenti e stratificazioni.