Il farro ternano, ad esempio, è sicuramente uno degli alimenti più antichi dell'Umbria. A conferma di ciò vi è il fatto che se ne trovano segni anche di tipo archeologico. Si tratta di tracce della sua coltivazione risalenti al 7000 a.C. Tra le varie specie di farro, quella coltivata in Umbria, precisamente a Monteleone di Spoleto, è il “triticum durum dicoccum”. La coltivazione del farro ternano viene praticata in genere in aree di montagna, laddove i terreni sono freddi e calcarei e la pianta viene coltivata fino a 1200 metri.

A lungo il farro fu il cereale maggiormente usato nel bacino del Mediterraneo, non solo in cucina ma anche come offerta alle divinità e nei riti propiziatori. L'Umbria contadina ha sempre mantenuto la tradizione della coltivazione del farro. Riscoperto negli ultimi anni anche dalle nuove tendenze alimentari che ricercano nel cibo una fonte di salute, oltre che di piacere e di nutrimento.

Prodotto principe della tradizione umbra, la pizza o torta di Pasqua - dolce o salata - viene ancora oggi confezionata, con varianti di ricetta, in casa o dai forni e dai pasticceri in tutto l'orvietano. La pizza di Pasqua rappresenta l'alimento principe per la cosiddetta colazione di Pasqua, ossia l'abbondantissima prima colazione pasquale che si consuma ancora oggi in molte case umbre.