Dal corso di Terni due vie danno quasi direttamente accesso alla piazza del Duomo di Terni: una ricorda il nome di Lodovico Aminale da Terni, il valoroso soldato che dal torneo di Barletta tornò vincente, l'altra, intitolata Via dell'Arringo, ricorda come sulla piazza si adunassero le assemblee popolari per decidere, in pace e in guerra, tutti i bisogni del comune. Di qui si accede al Duomo di Terni. Durante gli ultimi restauri fatti alla pavimentazione del portico berniniano sono venuti alla luce i resti di un abside del VI secolo con numerose sepolture. All'interno della chiesa, sotto il coro, si trova una costruzione attribuita a S. Pellegrino, primo vescovo della città. Le due porte minori sono in stile romano.

Sulla destra si apre una quarta porta ad arco acuto del XIV secolo, scolpita con l'eleganza e lo stile dell'epoca. La parte più ricca della decorazione dell'arco è sulla fascia rispondente alla fronte dei pilastri laterali, dove ricorre un tralcio di uva. Nella parte posteriore del Duomo di Terni c’è un bellissimo coro intagliato, della metà del 500. Di particolare interesse l'organo seicentesco con annessa cantoria, probabilmente fatto restaurare dal Cardinal Rapaccioli. Nella sacrestia si conserva un reliquiario in forma di croce che nasce da un lavoro di oreficeria in lastra d'argento e cesello del XIV sec.