Il Duomo di Salerno è il simbolo artistico e culturale della città, edificato sul modello dell'Abbazia di Desiderio a Montecassino, con una pianta di tipo basilicale composta da tre navate longitudinali, un transetto e un quadriportico. L'aspetto attuale è dovuto, per gran parte, alla ristrutturazione barocca avviata in seguito al terremoto 1688. La Cattedrale di San Matteo, voluta da Roberto il Guiscardo e consacrata da Papa Gregorio VII, fu dedicata a Santa Maria degli Angeli e all’Apostolo Matteo. L'ingresso attuale ha modificato quello medievale con la coppia scultorea del leone e della leonessa. L'atrio è circondato da un porticato retto da 28 colonne con archi a tutto sesto rialzato, sul genere islamico. L'ingresso principale alla chiesa è costituito da una porta di bronzo bizantina inserita in un portale marmoreo di epoca medievale. Le cappelle laterali risentono soprattutto della cultura barocca e sono decorati con quadri settecenteschi.

Nella parte terminale della navata centrale del Duomo di Salerno si inserisce un coro ligneo delimitato dai due celebri amboni degli ultimi decenni del XII secolo, sorretti da colonnine tipicamente bizantine e decorati con sculture e mosaici di impronta siciliana. Sulla sinistra si trova l’ambone Guarna, del 1180, e sulla destra l’ambone D’Ajello risalente al 1195. Da ammirare, nel transetto, il pavimento a mosaico dei primi decenni del XII secolo, i mosaici delle absidi laterali e il sepolcro del papa Gregorio VII. Al livello inferiore, in corrispondenza dell'altare centrale, si trova la cripta dove sono conservate le reliquie dell'apostolo Matteo.

L'impianto della cripta riprende una tipologia utilizzata dai monaci cluniacensi, ma la costruzione complessiva del Duomo di Salerno è frutto del nuovo clima spirituale che si respirava nel XI sec. Nel XVII sec. furono commissionati a Domenico Fontana i lavori di restauro della cripta, la quale versava in condizioni di degrado. Fontana concepì la volta della cripta in riquadri ottagonali che si alternano a quelli circolari, delimitati da stucchi e dipinti ad affresco. Egli realizzò, inoltre, il doppio altare centrale di San Matteo la cui statua bifronte favoriva la celebrazione simultanea di due messe.