Insuperabile in grandezza e maestosità è la Certosa di Padula. Come fossero nate da stesse mani, l'impianto costruttivo delle certose è sempre uguale in qualsiasi paese esse siano state costruite, poiché nascono dalla rigida applicazione della regola, al di là della bellezza delle singole strutture. Gli ambienti delle certose, e così anche quelli di Padula, si dividono in "casa bassa" e "casa alta".

Il primo ambiente comprende i luoghi di lavoro quali i depositi, i granai, le stalle e le lavanderia, il secondo è la zona di residenza dei padri, il regno del silenzio e della più stretta clausura. Questa netta divisione rispecchia in pieno le esigenze di un ordine composto sia da padri di clausura che da conversi, quei monaci che lo sono a tutti gli effetti, ma che non prendono il voto di clausura per occuparsi delle varie attività produttive esterne.

Alla fine del 1700 può dirsi conclusa l'epoca felice vissuta dal complesso, periodo durante il quale la Certosa di San Lorenzo fu soppressa ed i monaci costretti ad abbandonarla. Tutto il tesoro d'arte costituito da tele, ori, statue e argenti fu portato via, compresi i testi della ricchissima biblioteca. Alla fine del periodo napoleonico i certosini rientrarono nella loro casa privi ormai della rilevanza e del potere avuti in precedenza. Rimasero a Padula fino al 1866 quando lasciarono definitivamente la Certosa di Padula, dichiarata monumento nazionale nel 1882. Bisogna aspettare invece i primi anni '60 per assistere all'inizio dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, voluti dalla Cassa per il Mezzogiorno. Il definitivo impulso alle opere di restauro e di recupero è stato dato, in particolare, dalla Soprintendenza per i B.A.A.A.S. di Salerno a cui il monumento è stato affidato.

Dell'impianto originario restano pochi elementi tra cui il portone della chiesa, datato 1374, e le volte a crociera della chiesa stessa. A partire dal Concilio di Trento furono avviate le opere di ampliamento che modificarono la struttura trecentesca. In quegli anni furono iniziati anche i lavori che portarono alla realizzazione del Chiostro grande e dello scalone ellittico. Gli ultimi interventi si registrano nel XVIII sec., periodo al quale risale la costruzione del refettorio.