La Cattedrale di Palermo, dedicata alla Vergine Maria Santissima Assunta in cielo, si presenta come un complesso maestoso e variegato ove si distinguono diversi stili architettonici. Edificata nel pianoro a nord-ovest della Paleopoli, dove un tempo sorgeva la moschea araba delle adunanze, divenne il fulcro della vita sociale e religiosa del popolo. Iniziata nel 1169, fu terminata 16 anni più tardi e rimaneggiata diverse volte fino al Settecento.

La Cattedrale di Palermo ha l’aspetto di un castello fortificato dotato di una grande torre e una cimasa di merli. Successivamente furono aggiunte altre torri e la balaustra con le statue dei santi, opere di Giovan Battista Ragusa. Anche il portico sul fronte meridionale, in stile gotico catalano, è successivo e risale al 1465.

La parte absidale decorata a tarsie è, invece, quella più antica, risalente al XII sec. L’interno della Cattedrale di Palermo, a croce latina, è diviso in tre navate da pilastri e accoglie, nelle cappelle sulla destra, le tombe degli imperatori e dei reali fra cui il sarcofago in porfido rosso di Federico II, quello della madre Costanza I d’Altavilla e del marito Enrico VI. Sulla parete laterale sinistra si trovano la tomba di Costanza d’Aragona, sarcofagi d’età romana e quelli di alcuni arcivescovi palermitani.

Il tesoro della Cattedrale di Palermo

Nella tomba di Costanza d’Aragona, prima moglie di Federico II, è stata rinvenuta la corona d’oro del marito. La suddetta corona fu posta nel sarcofago, insieme al corpo della donna, per esplicita volontà del marito. È questo l’oggetto più prezioso del Tesoro della Cattedrale di Palermo, esposto oggi nella Sacrestia Nuova. Accanto alla tiara d’oro fanno parte del “tesoro” e sono visibili ostensori, paliotti, un breviario miniato del ‘400 e un calice seicentesco ornato da smalti policromi e gemme, paramenti sacri che vanno dal XVI al XVIII sec.