Sono in tanti a chiamarlo "il paradiso della Sicilia". E un motivo c'è. Per capirlo, basta fermarsi in uno dei tanti belvedere di Castelmola, antico borgo in provincia di Messina, e lasciar spaziare lo sguardo dall'Etna al Mar Jonio o alla costa calabra, mentre tutt'intorno è un trionfo di mandorli, ulivi, fichi d'India, vigneti, ginestre, agavi...

 

Il nome stesso del luogo, del resto, è un preludio di meraviglie storiche e ambientali: Castelmola, infatti, si chiama così sia per i resti del suo splendido castello, sia perchè il sito su cui è arroccato il paese ha la farma tondeggiante di una mola, ovvero di una macina. Tutto, quassù, invita a lasciarsi andare a un rilassante tuffo idietro nel tempo: i vicoli stretti, le piccole piazze, le stradine lastricate, le scale di sasso sormontate da archi sui quali sembra aleggiare all'infinito un'atmosfera carica di suggestioni medioevali. Ci si riferma, si respira quell'aria intrisa di storia e cultura, e subito si è proiettati come per magia in un mondo remoto, quando le sorti del borgo erano legate a doppia mandata a quelle della vicinissima Taormina (della quale è stata per secoli l‘acropopli), o quando il suo castello rappresentava un insostituibile baluardo difensivo per tutta la Sicilia contro le incursioni degli invasori.

 

Ma anche se i resti del castello rappresentano una testimonianza focale dell'illustre passato di Castelmola, non sono certo l'unico polo di attrazione per il visitatore con il gusto dell'arte e della storia. Il paese, infatti, ha molto da offrire in questo senso: dalla Chiesa di San Giorgio, costruita nel 1450 in onore del Patrono del borgo, alla Necropoli di Cocolonazzo, dalla Chiesa dell'Annunziata, eretta nel 1100 da Ruggero il Gran Conte come ringraziamento alla Vergine per la vittoria sui Saraceni, ai pozzetti romani, cioè i resti di antiche cisterne. Stupende anche la Chiesa Madre, costruita su una precedente cattedrale del 1200, la porta dei Saraceni e la Chiesa di San Biagio, la più antica di Castelmola.

 

E se, dopo tanto girare alla scoperta delle meraviglie del paese, non si è ancora stanchi, vale la pena di affrontare la fatica della salita della Scalazza per arrivare fino alla Grotta dei Monaci: narra la leggenda che, molto tempo fa, sette monaci vi si avventurarono e per nessuno di loro vi fu scampo: sei non rividero mai più la luce, l'ultimo lasciò questo mondo subito dopo aver recuperato l'uscita dell'antro.

 

Per saperne di più

www.castelmolese.it

 

Da vedere

Museo del Medioevo siciliano, al castello di Castelmola, con una ricca esposizione di armi, armature, sigilli, monete, libri e abiti.