Fra le architetture simbolo dell'Aquila vi è l'enorme Castello cinquecentesco, progettato durante la dominazione spagnola. Eretto per volere del viceré di Napoli, Don Pedro di Toledo, il Castello dell'Aquila doveva rappresentare un monito contro la ribellione degli abitanti aquilani che si erano schierati con i francesi.

La scelta del territorio ricadde su un punto da dove si poteva dominare l'intera città. I lavori del Castello dell'Aquila iniziati nel 1534 si protrassero fino al 1567, anno in cui i cittadini vessati dalle ingenti tasse chiesero al governo spagnolo di interromperne la realizzazione. Il maniero divenne dunque alloggio per le truppe e le successive fasi costruttive ripresero solo nei primi anni del Seicento e ancora verso la fine dello stesso secolo. Seppure la struttura é di impronta tipicamente militare, non fu mai realmente usata per questo scopo.

La pianta è quadrata e presenta agli angoli quattro bastioni dai profili "a punta di lancia". Tutto intorno corre un fossato ampio e profondo, mai riempito d'acqua, accessibile attraverso un ponte in muratura, anticamente in legno e parzialmente retrattile. Il portale del Castello dell'Aquila è imponente e riporta lo stemma di Carlo V. Interessanti sono anche i sotterranei, un tempo carcere, ma anche luogo dove le particolari condizioni climatiche consentivano la mummificazione dei corpi. Delle numerose mummie rinvenute soltanto quattro sono visibili, conservate in teche di vetro, mentre le altre furono nuovamente sepolte al cimitero cittadino.

Il Castello dell'Aquila è oggi sede del Museo Nazionale d'Abruzzo e ospita una sezione archeologica di notevole valore. Fra i reperti di pregio vi è il noto "Elephans Meridionalis", ovvero la struttura scheletrica di un elefante rinvenuto nei pressi della città nel 1954.