Indimenticabile, anche per merito di una bella fiction televisiva, la leggenda della Baronessa di Carini legata a questa bella cittadina in provincia di Palermo. Il suo territorio si estende fino al mare, mentre la città sorge su una collina a 162 metri di altezza, all'interno della catena dei monti Ericini che dalla punta Lilibeo vanno fino a Capo Gallo. Oggi lo spettacolo più bello che offre Carini è quello di una distesa verde di giardini di limoni fino al grande castello immerso nel sole mediterraneo, ricco del fascino di una storia millenaria e di tante testimonianze d'arte.

La storia di Carini iniza con la conquista normanna, quando, nel 1072, il conte Ruggero assegnò la baronia di Carini a Rodolfo Bonello che fece edificare alla fine del sec. XI una "fortezza" che dominava il territorio. E i simboli di queste famiglie nobili rivivono sui portali del castello: alcuni sono sormontati da stemmi raffiguranti la gru, simbolo della famiglia La Grua; altri mostrano tre zolle di terra, probabilmente simbolo dei Chiaramonte. In quello del salone del piano superiore troviamo anche due leoni rampanti, simbolo dei Lanza. La mattina del 4 dicembre 1563 il magnifico Castello di Carini divenne teatro di una terribile tragedia che sconvolse gli animi di quanti ne furono testimoni. Donna Laura Lanza, moglie di Vincenzo La Grua, Barone di Carini, venne trovata dal marito in flagrante adulterio con Ludovico Vernagallo, loro lontano parente. Per vigliaccheria Don Vincenzo non reagì direttamente contro i due amanti, ma fece avvisare nottetempo il suocero, il barone Don Cesare Lanza.

Il potente ed irascibile Don Cesare Lanza, Barone di Trabia, Conte di Mussomeli, Portulano del Regno, Vicario Generale per il Vallo di Mazara, Capitano d'arme in guerra, Pretore di Palermo, venne a Carini immediatamente, e fece vendetta del suo onore tradito: con un affilatissimo pugnale uccise la figlia mentre implorava perdono e fece uccidere il Vernagallo, ponendo tragica fine ad un amore proibito. I due amanti moribondi si cercarono ancora, ma le loro forze mancarono e Donna Laura nel sorreggersi si appoggiò al muro, sporcandolo con la mano insanguinata e lasciandovi sopra un'impronta. Tutta la Sicilia rimase turbata dalla incredibile crudeltà di questa storia che mescolava amore e morte, come nelle più celebri tradizioni letterarie e un poeta contemporaneo, rimasto anonimo, lo tramandò ai posteri con una composizione poetica in vernacolo siciliano affidata poi ai cantastorie come "L'amaro caso della baronessa di Carini".

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Comune di Carini - castellodicarini@libero.it - www.comune.carini.pa.it