Dell’antica Chiesa di Santo Stefano, demolita nel 1872 per far posto all’attuale casa parrocchiale, resta oggi soltanto il Campanile di Santo Stefano costruito in stile romanico. Alto 52,60 metri, a pianta quadrata, si compone di nove ordini, detti anche “dadi”, culminati in una cuspide acuminata, contornata ai lati da quattro pinnacoli in cotto. I piani sono divisi tra loro da file di archetti pensili. Le finestre, che ne alleggeriscono la struttura, sono di diverso tipo: feritoie al pian terreno, monofore ai due piani successivi e bifore nei rimanenti piani.

La struttura muraria è in ciottoli e mattoni, legati da malta, e lo spessore dei muri varia da un metro e quaranta a sessanta centimetri. La cuspide è una piramide ottagonale alta poco più di 10 metri, mentre i pinnacoli sono a base quadrata e terminanti a piramide. Secondo la De Bernardi Ferrero, autrice di un testo sull’Architettura Romanica della Diocesi di Biella, la struttura muraria del Campanile di Santo Stefano presenta almeno tre tipi diversi di muratura che fanno pensare ad una pluralità d’epoche di costruzione.

La zona inferiore sembra appartenere ad una delle torri della cinta muraria ed è costituita da muratura in ciottoli a lisca di pesce e da lesene angolari più larghe. Nei due piani che seguono i ciottoli scompaiono quasi interamente e si ha, in prevalenza, muratura in scampoli di pietra con spessi strati di malta. A partire dal quarto piano, pur restando la muratura in scampoli di pietra, gli stati di calce tra un corso e l’altro appaiono più sottili.

Queste differenze hanno fatto dedurre alla studiosa che la parte inferiore della torre possa ritenersi del secondo quarto dell’XI secolo, che i due piani sovrastanti possano attribuirsi a qualche tempo di poco successivo e infine che gli ordini superiori ed il completamento possa essere ritenuto della fine del secolo XI. Nelle fondamenta dell’antica chiesa fu rinvenuta anche una pietra tombale, risalente alla metà dell’XI secolo, la cui iscrizione è dedicata a Prete Albino. Questa viene considerata il primo documento cristiano a Biella ed è incastonata oggi sulla facciata interna del Duomo, tra il portale centrale e quello laterale.