Si chiama bucchero la ceramica artistica tipica di Gualdo Tadino, caratteristico borgo umbro, in provincia di Perugia, famoso anche per le sue salubri acque minerali. Lucido, nero, ricavato da un'argilla ricca di ossido di ferro: ecco le peculiarità distintive che fanno del bucchero un prodotto artigianale originale e unico nel suo genere, che ha dato vita a una tradizione produttiva inossidabile e che ha segnato in modo indelebile la storia economica e artistica non soltanto di Gualdo Tadino, ma un po' di tutta l'Umbria.

Lavorazione artigianale

Abili mani di esperti ceramisti foggiano l'argilla sino a dare al bucchero la forma desiderata. L'oggetto così ottenuto viene fatto cuocere in un forno con atmosfera priva di ossigeno, in modo che possano compiersi quelle trasformazioni chimiche che donano al bucchero il suo tipico colore nero.
Ma, dopo la cottura, il bucchero non è ancora finito: prima si devono compiere le indispensabili fasi della foggiatura e dell'essiccazione, quindi si passa prima alla rifinitura con carta vetrata e lana di ferro e, infine, alla brunitura, cioè alla lucidatura, che viene compiuta utilizzando delle stecche di bosso.
Bellissimi e raffinati, i buccheri possono anche essere decorati impiegando la tecnica dell'incisione, che viene eseguita con una punta metallica e completata con pennellate d'oro o platino. In questo caso, durante la cottura in forno, il solvente chimico delle decorazioni evapora, permettendo al metallo nobile di riprendere la sua tonalità naturale

Un po' di storia

La Natura ha fatto un grande dono a Gualdo Tadino: un territorio generoso di argilla perfetta per la produzione di ceramica. E a questa attività si sono dedicati i suoi abitanti sin dalla più remota antichità, come ben documentano i tanti reperti rinvenuti negli scavi archeologici.
Se, fino al Rinascimento, la realizzazione dei buccheri di Gualdo Tadino non si discostava molto, per forme e decori, dalla ceramica umbra di Deruta, Orvieto e Gubbio, già dal Cinquecento si inizia a distinguere grazie, soprattutto, all'abilità di alcuni suoi famosi artigiani come, per esempio, i Biagioli e i Pignoni.
Ma è nell'Ottocento che i buccheri di Gualdo Tadino iniziano un'inarrestabile ascesa verso il successo artistico e commerciale: dapprima per merito di Paolo Rubboli da Pesaro, quindi, nel XX secolo, grazie all'opera di grandi maestri del bucchero come Alfredo Santarelli, Giuseppe e Pico Discepoli, Giuseppe Pericoli e Antonio Piermatteo.