Le opere di artigianato trentino nascono come passatempo nei lunghi e freddi mesi invernali. Esempi sono le statuette del presepe, i giocattoli e le maschere di legno, elemento decorativo utilizzato anche durante cerimonie rituali. Il legno è utilizzato anche per creare utensili e per la produzione di mobili rustici. In qualsiasi ambiente si possono inserire, come elemento nuovo per ravvivare e impreziosire l’arredamento, con tocco personale e allegro. Le lavorazioni e decorazioni sono eseguita a mano cosicché ogni pezzo non solo conserva, ma aumenta nel tempo il proprio valore.

Basta osservare il patrimonio artistico conservato in chiese, castelli e musei per rendersi conto di quanto artigianato trentino, nei secoli, è stato prodotto dagli artigiani locali: dalle sculture in pietra, alle travature in stile Gotico, dai soffitti del periodo rinascimentale, alle inferriate in ferro battuto ispirate al Barocco.

Il legno prevalentemente usato è il cirmolo: è ricavato da una pianta sempreverde di aghifoglie del genere Pinus e cresce sulle Alpi. È particolarmente adatto per la scultura in legno e, soprattutto in passato, è stato molto impiegato nella costruzione di mobili, armadi o rivestimenti per le stube (stanze completamente rivestite in legno, tipiche delle zone alpine).
Accanto alla lavorazione del legno c’è l’arte del ferro battuto che ha prodotto le tipiche insegne che pendono dalle facciate di antiche locande e le recinzioni che delimitano i cori delle chiese.

Arredo domestico che diventa espressione d’arte e della tradizione della regione è la grande stufa in maiolica. Queste stufe arricchivano gli ambienti della Stube e sono tuttora costituite da un’anima in muratura ricoperta di maioliche di alta qualità.
Il Museo degli Usi e dei Costumi della Gente Trentina a San Michele dell’Adige è uno dei maggiori istituti italiani di conservazione etnografica. Il percorso espositivo racconta il lavoro agricolo quotidiano nelle sue diverse fasi e le lavorazioni di artigianato trentino con legno, rame, ferro, tessuti e ceramica.

Ma fra le produzioni più caratteristiche c’è quella del rachide di penna di pavone. Il rachide, cioè l'anima della penna di tacchino o di pavone, viene ritagliato e lavorato dagli artigiani per ottenere un filo utilizzato dai ricamatori del cuoio e della pelle. Sono realizzate in rachide le decorazioni delle cinture e delle scarpe dei costumi tradizionali trentini.

Un altro prodotto dell'artigianato trentino che qui ha una tradizione antica è il Loden, un tessuto di lana di pecora caratteristico dell'Austria. Nel 1500 un decreto emanato dall'arciduca Ferdinando stabiliva che la dote nuziale dovesse comprendere abbigliamento in loden, un tessuto lavorato in maniera tale da favorire il mantenimento della temperatura corporea.
Tra i boschi delle Maddalene si nasconde un piccolo laboratorio artigianale di grande valore per la musica.

Siamo nel paese di Rumo. Aziende familiari e artigianali costruiscono e restaurano organi e clavicembali con perizia e abilità nel ridare nuova vita ad antichi strumenti musicali. È un lavoro svolto con tale accuratezza da essere riconosciuto anche all’estero, a partire dalla vicina Austria. È un mestiere che si tramanda di generazione in generazione ed è imprescindibile dalla passione per la musica. Moltissime sono le pievi, italiane ed europee, che hanno potuto godere nuovamente del suono di questi antichissimi organi restaurati.