La vite in Sardegna esiste da sempre, come nei vari luoghi del Mediterraneo, ma la viticoltura si affina nel XV° e il XVIII° secolo con l'importazione dalla Spagna dei vitigni Monica, Cannonau e Girò, insieme alle tecniche per produrre vini liquorosi. Se quello è l'inizio del rilancio, oggi si riconoscono ottimi vini da pasto e da dessert, con ampia scelta anche nella provincia di Sassari. Alghero è la denominazione d'origine che include ben diciotto tipologie. Se aggiungiamo il Moscato di Sardegna e il Moscato di Sorso - Sennori, è evidente che nel sassarese ogni palato trova il vino prediletto. Tipico nel tipico è il Cagnulari Doc, presente in quantità significativa e quasi esclusiva in questa provincia; si ottiene con uve passite al sole per 15-20 giorni su stuoie di canne, ricoperte di notte o in caso di maltempo.
Assume differenti denominazioni a seconda della zona: in Gallura viene detto Caldarello o Caldareddu. Vinificato assieme ad altri vitigni rossi, dal 1980 è imbottigliato in purezza nella zona di Usini. Lega molto bene con piatti di pesce il Torbato, proveniente da vitigno a bacca bianca presente in Sardegna solamente nella zona di Alghero, su una superficie di poco più di 90 ettari. Di indubbia origine spagnola, mantiene i nomi dialettali di Uva catalana o Turbat. Il Torbato era presente anche nel sud della Francia con il sinonimo di Malvoisie de Roussilon, ma ormai sia nella zona di origine che in Francia è pressochè scomparso. Nell'algherese si è perfettamente adattato ai terreni di natura calcareo-argillosa e al relativo clima, caldo e asciutto. Si vinifica da solo per ottenere un bianco dall'odore aromatico e intenso, sapore sapido con retrogusto piacevolmente amarognolo. È la base per un ottimo spumante dal perlage persistente, sapore fruttato, indicato per aperitivo se secco, per fine pasto se amabile o dolce. Restiamo al dessert, per chiudere con un rosso cardinalizio: l'Alghero liquoroso.
Di colore rosso violaceo, tendente al granato, ha profumo particolare e complesso, con sentore di frutta esotica e rilevante presenza di cannella e mallo di noce. Il sapore è pieno, generoso, caldo e netto. Gradazione minima 18°. S'invecchia in fusti di rovere per almeno tre anni, cinque per il tipo riserva e ha davvero lunga vita. Ottimo vino da meditazione e dessert, va bevuto ad una temperatura di 18-20°C.