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Un consiglio per la via dell'andata; un consiglio per la strada del ritorno.
Andata: sarebbe più facile e breve uscire dalla Milano-Venezia a Montecchio Maggiore e poi puntare verso nord, in direzione di Schio, ma vi trovereste imbottigliati, appunto, nel caos stradale di Montecchio. Allora preferite uscire a Vicenza ovest, toccare la capitale del più buon panettone italiano, Costabissara, e proseguire verso settentrione.
Al ritorno, però, da San Vito di Leguzzano,dovunque andiate,allungate pure,magari seguendo un eclettico navigatore satellitare che,se a San Vito di Leguzzano chiedete di farvi ritornare a Milano od a Torino, vi manderà, tra un tornante e l'altro, verso il non alto passo di Santa Caterina.
Accorcerete la strada, non certo il tempo, ma, soprattutto, andando verso Valdagno e la valle di Chiampo, nelle strade attorno al valico assaporerete la bellezza di qualche raro angolo di Veneto non travolto e massacrato da capannoni falansteri e magazzini.
Il suo fascino ce l'avrà anche la provincia di Vicenza attorno a San Vito di Leguzzano che è la vostra meta, una tappa che abbiamo già visitato e raccontato qualche tempo fa come valida destinazione gastronomica ma che ora abbiamo anche collaudato come sosta alberghiera:semplice, familiare ma accurata, con una decina di camere silenziose dove potrete tranquillamente sostare per un soggiorno di lavoro o, anche, di turismo, senza tirar fuori un mare di soldi.
Il Due Mori è locanda da sempre; i suoi muri risalgono al 1700. Trovate l'antica trattoria nel cuore del paese (meno di 4 mila abitanti), oggi con la sua lineare bella facciata inghirlandata, vistosamente ma con gusto, delle luminarie per le grandi feste di fine e inizio anno.
L'entrata principale è quella del ristorante, preceduta da un piccolo intimo salotto. Sulla stradella laterale c'è, appartata, tranquilla, riservata, la porta della locanda che si apre al suono del vostro scampanellare. Pochi passi più in là un grande comodo capannone (che un domani verrà eliminato) sotto cui parcheggiare la vostra macchina.
Alberghino semplice ma confortevole: riscaldamento individuale (che funziona anche di notte), camerette con arredo lineare ma accurato, finestra anche nel bagno, una dotazione completa con box doccia, phon, frigobar con l'essenziale...
Dalla scala riservata all'albergo si passa al ristorante:la prima saletta vi aspetta al mattino per la prima colazione a base dei dolci della casa e per la sosta relax .Poco oltre, accanto al bar, tra le struggenti foto in bianco e nero dei capostipiti e del primordiale lavoro dei campi in queste zone, nel grande camino c'è il gigantesco spiedo dove sfrigola la cacciagione (che sarà meglio prenotare) o, magari, un cappone ruspante. Accoglienza e servizio propri dello staff familiare di una casa raccolta calda ed ospitale.