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Il suo racconto mi aveva emozionato. Le sue parole mi avevano conquistato; davvero mi sembrava di avere davanti a me quest’uomo determinato, questo furetto coraggioso che aveva deciso di lasciare città e fabbrica per tornare lassù, su quei monti dov’era nato, in quell’angolo di Piemonte totalmente abbandonato.
Edue Magnano, troppo presto scomparso e mai abbastanza rimpianto, autentica locomotiva enogastronomica del Cuneese,delle sue valli più lontane, del Piemonte intero, mi aveva parlato con affetto di Matteo Laugero: ”E’ del 1931,non è un ragazzino,ma ha riportato a nuova vita un angolo impervio, struggente. E sentissi quel suo genepy: è splendido, indimenticabile, autentico; lo fa lasciando in infusione di solo zucchero ed alcol le erbe che coltiva tra i 1500 ed i 2000 metri, su terreni scoscesi così… E’ un eroe”. Grazie ad Edue Magnano le telecamere di Melaverde avevano fatto conoscere questo misconosciuto protagonista della montagna. Ci sono voluto ritornare sei anni dopo, inatteso viandante qualunque, in macchina, lungo quel percorso a tappe che centinaia di turisti stranieri, tedeschi svizzeri ed austriaci in primis, fanno in bicicletta o, soprattutto, a piedi. Da Dronero si arriva fino a Macra,tra curve affascinanti che preannunciano la montagna, poi si lascia il fondovalle e ci si arrampica per nove chilometri tra i boschi ed i silenzi.
Matteo Laugero era nato in cima, a quota 1500, e ci è tornato una ventina di anni fa con la sua fida compagna, Virginia, riportando a nuova vita, passettino dopo passettino, questo roccolo di case abbandonate, in rovina. C’ è ancora tanto da fare, ma qualche baita è stata riattata, il forno a legna per il pane collettivo della frazione ripristinato; il loro aiuto, Paolo, gli dà una mano fondamentale anche per coltivare il genepy, il rabarbaro (sì,c’è anche quello), tutte le altre erbe che servono per le varie infusioni. Ora si sta anche provando un ruspante singolare autoctono rosolio: i primi risultati sono strepitosi. Palent è un Posto di tappa lungo i Percorsi Occitani: offre panorama, grandi silenzi, un ambiente ruspante, semplice, umile, rilassante, un paio di cameroni dove i viandanti sostano dormendo, in semplicità ma anche con igiene, nei propri sacchi a pelo.
La sera, all’arrivo qui ,si cena, tutti assieme ospiti e padroni di casa, nel caldo clima di amicizia, quasi di affetto, anche per il primo arrivato (il servizio ristorazione è riservato solo a chi si ferma a dormire). Chi arriva qui non trova “un piatto e via”, ma un menu ricco, ampio, da abbuffata (che sarà sempre più sul solco della tradizione), con frutta verdura ed uova di casa…Ecco allora gli antipasti con le carote di un anno messe via in cantina sotto la sabbia, cipolline funghi zucchine melanzane, le bistecchine in carpione, i tagliolini (4 uova intere e 19 rossi), la deliziosa carne del loro maiale (Lido pesava 194 chili)con piselli e funghi,lo spumone al cioccolato. Il bicchierino di amaro,di achillea o di genepy della casa, chiude la più bella serata della vostra vita.
Prezzi: Solo mezza pensione 37 euro