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Quanto impiegherà il Barbera per togliersi di dosso l’immagine degli assassini del metanolo? Quanto impiegherà la Val Bormida per far dimenticare l’Acna di Cengio ed i suoi veleni? Così pensavo quando, due settimane fa, giravo da queste parti per raccontare agli italiani che vedono Melaverde la Robiola di Roccaverano. Entravo nell’Alta Langa Astigiana non da Canelli (Bubbio sarebbe stata ancor più raggiungibile), ma da Acqui Terme. Quando avrei finito il mio giro, poi, sarei andato verso l’autostrada per Savona percorrendo, quindi, un altro pezzo significativo di questa valle sconosciuta. Attorno a me, attorno a voi, certo, anche qualche osceno macro centro commerciale, già costruito od in costruzione, che la miopia o gli interessi hanno fatto costellare tutta l’Italia, ma qui il verde sopravviveva, anche se era quello, timido timido, dei primi giorni di fine inverno, con le temperature che cominciano ad alzarsi e l’aria da pungente a trasformarsi nel frizzante anticipo del tepore di fine mese. In mezzo ai vigneti ed ai terreni ancora coltivati di una campagna che vuole sopravvivere, ecco il dolce adagiarsi del paese sulla collina. In cima, in fondo ad uno strappo, nel cuore del paese, ecco il castello e il ristorante-albergo che porta il suo nome: con tutti i suoi difetti, un gioiellino aperto da poco ed ancora sconosciuto, ideale per una sosta anche non affrettata. Godetevi il fascino della trecentesca via Maestra e poi varcate la soglia della vostra meta attraverso un elegante portale. Per la vostra auto un paio di posti proprio davanti all’ingresso dell’albergo-ristorante e poi tutti quelli che volete sul retro, affacciato sulla collina. Perdonerete se, aperti da poco e ancora poco conosciuti, magari al momento del vostro arrivo non ci sarà nessuno al ricevimento. Basterà qualche colpo al campanello. Siete in un ninnolo, un posticino romantico e raccolto, con solo una dozzina di camere confortevoli e di tono, dai bagni “impreziositi” (è proprio il caso di dirlo) dalle finestre. Sulla destra della piccola raccolta hall, un saletta che servirà da lettura ma, anche, da esposizione di tutte le bottiglie e dei prodotti gastronomici della zona. Un veloce ascensore (oltre che una bella scala di sasso a ringhiera) vi porta ai silenziosi ovattati piani di camere. Danno quasi tutte sul bellissimo retro, fiabesco nella bella stagione, dove il verde di proprietà, con i suoi sentierini orlati di statue di gesso, vi porta fino ai boschi. Dopo una notte nel silenzio, eccovi la prima colazione amabilmente semplicemente correttamente servita al piano terra:bancone convenzionale ma accurato e tanta gentilezza. Qualche appunto negativo: nel letto manca l’igienica traversa, la televisione è della categoria “barriere tecnologiche”; il sito è bello, facile, veloce, senza fronzoli… però, tra tante notizie utili, non si danno, chissà perché, i prezzi delle camere…
Prezzi
Singola: € 75,00
Doppia: € 110,00
Prima colazione: compresa