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Voto: 14/20
Il voto è stato personalmente espresso dal Sig. Edoardo Raspelli, in seguito ad una visita presso la presente struttura.
Non bastano i proclami; non servono le bacchette magiche dei politici romani. La spazzatura, l’immondizia, vi circonda, magari non le montagne dell’emergenza, ma i molti sacchi neri, aperti dai cani randagi, della normalità.
Le cose migliorano quando, lasciando Torre Annunziata ed inoltrandovi sulle pendici del Vesuvio, salirete nel Parco dove sono state create negli anni quelle sale di ricevimento, un po’ di qui un po’ di là, che in genere si aprono su prenotazione (in Puglia Sicilia e Campania, in particolare) per feste di ogni genere e di ogni numero.
Salendo sul Vesuvio, con panorami sempre più ampi, con un verde sempre più verde, ne incontrate parecchi: monumentali, scenografici, vi sembrerà di essere ad Hollywood.
E dalla mecca del cinema mondiale, sembra tratto anche questo Vesevus che vi accoglie con la monumentalità del suo ingresso protetto da un immane portale che si apre sulle cinta metallica.
Dentro la cinta, il parco tenuto come un giardino da palazzo reale, grande spazio per le macchine e poi la costruzioni a più piani tra il barocco ed il suntuoso come si usa da queste parti.
Sale e saloni lucenti e splendenti, di una pulizia da poterci mangiare per terra, tavoli e tavolate infiocchettati ed inghirlandati e, (per gli sposi o e per voi che fate i turisti) una decina di camere di tono e di immersione nel verde (ed i rumori delle feste, quasi, non si sentono).