
La Provincia trevigiana è caratterizzata da un territorio prevalentemente pianeggiante, solcato da fiumi importanti fra cui il Piave, il Sile, il Livenza, il Botteniga e il Meschio. Questi generano un clima umido e favoriscono una ricca vegetazione acquatica, palustre e ripariale, habitat privilegiato di numerose specie. A nord, in prossimità delle Prealpi bellunesi, il paesaggio si fa collinare e montuoso, raggiungendo i 1775 metri di quota con il Monte Grappa, mentre a sud la corsa del fiume Sile verso il mare porta alla laguna veneta.
La vicinanza con Venezia ha rappresentato, per la storia locale, un elemento significativo. Dal 1339, infatti, Treviso e, dopo una cinquantina d’anni, l’intera Marca Trevigiana, territorio storico definitosi in pieno Medioevo, passò sotto il dominio della Serenissima. Questa ne modificò l’assetto urbanistico e architettonico, in parte edificando diverse opere, come le mura fortificate, in parte distruggendo i numerosi castelli eretti in precedenza dai signori che avevano dominato quei luoghi. Tuttavia, la vera devastazione della città è attribuibile agli eventi bellici della Prima e Seconda Guerra Mondiale, i quali hanno lasciato un segno tangibile dal Piave al Monte Grappa, ove ancora un Sacrario e il Museo della Grande Guerra ricordano le numerose vittime.
Luoghi densi di storia e suggestivi per i preziosi paesaggi, offrono ai visitatori la possibilità di scegliere tra innumerevoli itinerari. Alla volta dei borghi fortificati o delle aree naturalistiche protette, si possono ammirare le spettacolari ville venete, in particolare Villa Emo, di matrice palladiana, o il corso del fiume Sile e l’Altopiano del Cansiglio, caratterizzate da torbiere, risorgive, paludi e ipogei.
Non solo paesaggi. La Marca Trevigiana, infatti, invita anche alla scoperta dei suoi colori e dei suoi profumi che si spandono sulle tavole. Si tratta, ad esempio, del rosso del radicchio di Treviso, del bianco dell’asparago di Cimadolmo o del profumo dei suoi vini di qualità: il Prosecco Conegliano Valdobiadene, il Piave Raboso, il Lison Primaggiore e il Montello e Colli Asolani.
Francy LombardoIl Sile, con i suoi 100 chilometri di lunghezza è il fiume di risorgiva più lungo del mondo; mi ha offerto l'occasione di un itinerario di grande interesse storico e paesaggistico, da percorrere piacevolmente in bicicletta. Il percorso parte dalla zona fiera di Treviso, dove hai inizio la passeggiata della Restera. Si passano gli imponenti mulini Mandelli e si raggiunge il ponte pedonale che porta al percorso sul ramo morto del Sile, lungo il quale si incontra un laghetto di pesca sportiva e, poco dopo, una panoramica sul “cimitero dei burchi”. Ricongiunti alla strada dell'andata la percorriamo a ritroso e, ripresa la macchina, ci indirizziamo a Silea. Qui ceniamo alla Vecchia Pizzeria Santa Lucia con un tipico menù mediterraneo a base di bavette allo scoglio e frittura mista.