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Guida turistica Provincia di Rovigo

Rubriche di questa guida

Approfondimenti
Porto Tolle

È racchiuso tra i rami del Po di Maistra e del Po di Gnocca, è tagliato a metà dal Po di Venezia ed è formato da tre grandi isole: l’Isola…Continua ›

Alto Polesine

Fra i comuni maggiori dell’Alto Polesine incontriamo Badia Polesine il cui nome ha in sé il richiamo alla “badia” che ne caratterizza il paese, l’Abbazia di Santa Maria della Vangadizza.…Continua ›

Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale si trova ad Adria. Nato nel 1904 come Museo Civico, fu sito prima presso il Palazzo Cordella e poi, a partire dal 1961, presso l’attuale sede.…Continua ›

Le frazioni di Adria

Adria, città in provincia di Rovigo e secondo comune più popolato della provincia stessa, presenta un suggestivo centro cittadino ma anche, nei dintorni, una serie di borghi che meritano attenzione…Continua ›

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Itinerari (Provincia di Rovigo)

Il Polesine, dal latino medievale pollìcinum, “terra paludosa”, è una regione storica che ad oggi comprende la provincia di Rovigo, ossia quella porzione del Veneto che si estende fino al mar Adriatico ed è racchiusa fra due fiumi: l’Adige e il Po. Nel complesso rientrano anche parte delle province di Verona e Venezia. Un terzo fiume attraversa questa terra, è il Tartaro Canalbianco Po di Levante.

Lungo i rami del Delta del Po

La qualità geografica della provincia di Rovigo ci suggerisce una terra ricca di corsi d’acqua che anticamente hanno rappresentato importanti vie fluviali di commercio ma, soprattutto, hanno dato vita ad un sistema agricolo di enorme sviluppo: frumento, mais, riso, mele, pere, pesche e ortaggi. Le stesse industrie, nate negli anni ‘70 e ’80, riguardavano prevalentemente il settore agro-alimentare. La Regione è ripartita in Alto, Medio e Basso Polesine. L’Alto Polesine consta di 25 comuni tra cui spiccano Badia Polesine, Lendinara e Occhiobello. Il Basso Polesine include 10 comuni tra cui Adria. Ben 9 comuni fanno parte del Parco Regionale Veneto del Delta del Po. Il Medio Polesine, infine, comprende 14 Comuni oltre al capoluogo di provincia Rovigo.
Come dice l’Ariosto nell’Orlando Furioso questa città deriverebbe il suo nome dalla parola greca “rodon” che significa “rosa”. Pur considerata oggi una fantasia poetica, la rosa resta tuttavia uno dei simboli di Rovigo. Menzionato per la prima volta in un documento dell’838, con il nome di Rodigo, il borgo si sviluppò attorno ad un castello fatto erigere dal vescovo Paolo di Adria nel 954, fortificazione poi ampliata dagli Estensi intorno al XII secolo. L’abitato, esteso su entrambi i lati dell’Adigetto, a pianta pentagonale, cinto da mura e con strade spaziose, conserva ancora il mastio del castello, conosciuto oggi come Torre Donà, che domina la città con i suoi 66 metri d’altezza; una torre pendente, come la mozzata Torre Grimani che l’affianca.

La fortificazione

La rudimentale fortificazione era caratterizzata da due ponti levatoi, 8 torri e una cinta di mura merlate circondate da fossato. Anticamente le porte d’accesso erano tre ma nel ‘400 furono raddoppiate e il mastio rinforzato; oggi ne rimangono solo due: Porta San Bortolo e Porta Sant’Agostino. La realizzazione dei giardini pubblici all’interno dell’area del castello, opera degli anni Sessanta, comporta due zone, una con funzione ornamentale ed estetica, affacciata su Via Matteotti, l’altra retrostante con il parco giochi e l’area pic-nic. Rovigo affascina per la raffinata eleganza rinascimentale e neoclassica della sua Piazza Vittorio Emanuele II, dei suoi palazzi e delle sue chiese. Nonostante i monumenti e le meraviglie architettoniche, la città non è appariscente. Piuttosto schiva, va scoperta e valorizzata un po’ per volta. Storicamente vissuta all’ombra di Venezia, Ferrara e Padova, è rimasta una città “a misura d’uomo”, tranquilla e vivibile.

Delta del Po

Fra gli itinerari sono di particolare rilievo sia quello lungo il Delta del Po che il giro delle Ville del Polesine.
La visita al Parco del Delta si può effettuare in macchina o in moto, lungo la fitta rete di strade che lo innervano, ma anche in motonave, scendendo lungo il fiume alla scoperta di un territorio unico, fatto di ritmi lenti e ampi spazi, per ammirare questo lembo di terra strappato al mare, con i suoi argini, i ponti, le foci, le valli e il faro. In provincia di Rovigo ci possiamo muovere alla scoperta di boschi, valli e canali.
È questo un itinerario di grande suggestione per chi ama i luoghi naturalistici, ricco di meraviglie come la lecceta di foce Adige, la pineta di Rosolina Mare e il Giardino Botanico di Porto Caleri. Una delle varianti di quest’itinerario consente di giungere all’abitato di Loreo, importante centro ai tempi della Serenissima per la sua via fluviale di connessione fra la Laguna Veneta e il Po. Testimonianze storiche sono la villa veneta di Tornova e la vecchia Conca di Navigazione che presenta ancora la lapide con incisi i pedaggi da pagare per il transito delle barche.

Polesine dei Sospiri

Sempre nel rovigino possiamo percorrere il tragitto che va da Ca’ Tiepolo al Polesine dei Sospiri, percorso che parte dall’abitato di Porto Tolle e scende lungo l’argine sinistro di Goro e lungo il destro del Po di Gnocca, per giungere alla zona più meridionale del Parco, il Polesine dei Sospiri. Qui la vastità del paesaggio agrario è impressionante, con i suoi canneti e una fauna dove primeggiano l’airone rosso e il falco di palude. Sulla via del ritorno a Porto Tolle si può transitare lungo il ramo perduto del Po di Ca’ Mello, il cui tratto terminale costituisce oggi un’Oasi protetta.

Adria

L’itinerario senza dubbio più suggestivo è però quello che passa per Adria principale centro del Basso Polesine. Città di origini antichissime che diede il nome al mar Adriatico. Fu un porto commerciale di grande rilievo, punto di riferimento per i Greci e gli Etruschi. Tuttavia, il progressivo interramento del Delta del Po, dalla Rotta di Sermide nell’VIII secolo a.C., modificò il corso del fiume e allontanò la città dal mare rendendo sempre più problematica la prosecuzione dell'attività portuale. Durante le invasioni barbariche la sua importanza si era già notevolmente ridotta.

Museo Archeologico Nazionale

Le testimonianze della sua storia sono oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale fondato da Francesco Girolamo Bocchi nel 1780. Una passeggiata per le vie cittadine ci permette di apprezzare i numerosi palazzi di pregio come Palazzo Tassoni, oggi sede del Comune, il Palazzo Vescovile e i Palazzi Bocchi e Casellati, ma anche le splendide Ville e i luoghi di culto, fra cui le due cattedrali e la Chiesa dell’Assunta. La Cattedrale Vecchia, risalente all’XI secolo, è dedicata a San Giovanni e fa parte del ricco patrimonio storico e artistico del paese.

Cattedrale Nuova

Recentemente restaurata, si eleva alla destra della Cattedrale Nuova, ottocentesca, dedicata invece ai Santi Pietro e Paolo. Nel corso del tempo ha subito numerosi rifacimenti tra cui lo spostamento dell’abside ad occidente, per rispettare l’orientamento del Duomo nuovo dal cui interno si accede. Lungo il perimetro una serie di nomi dei Vescovi di Adria, con i rispettivi stemmi, ne decora le pareti interne. Al di sotto si trova una cripta di forma semicircolare con resti di affreschi pittorici di stile bizantino che rappresentano gli apostoli.

Chiesa di Santa Maria Assunta

All’estremità opposta del paese è ubicata la Chiesa di Santa Maria Assunta, detta “della Tomba” per la presenza di un antico tumulo, forse d’origine romana, riferibile a Quinto Tizio Sertoriano. La sua consacrazione sembra risalire al 1221 ma la costruzione è più antica, già dei primi secoli dell'era cristiana. Diversi i rifacimenti successivi, soprattutto del primo Settecento. La facciata è barocca mentre il campanile, più moderno, fu realizzato su disegno dello Scarpari e s’ispira a quello di San Marco a Venezia. La tradizione vuole che la base, preesistente, sia appartenuta ad un antico faro. L’interno della chiesa ospita una vasca battesimale ottagonale, d’origine romana, con iscrizioni risalenti all’VIII secolo.