Belluno si sviluppa su un territorio provinciale di 3.678 kmq, in gran parte montuoso. Risulta essere la provincia più estesa del Veneto ma anche la meno popolata con i suoi 212.243 abitanti. Confina a est con le Province di Pordenone e Udine (Regione Friuli Venezia Giulia), a sud con la Provincia di Treviso e Vicenza, ad ovest con le Province di Trento e Bolzano (la Regione Trentino-Alto Adige), a nord con l’Austria. Il fiume Piave e alcuni suoi affluenti, il torrente Boite e il torrente Cordevole, rappresentano i principali corsi d’acqua. L’agricoltura sopravvive in ristretti settori d’eccellenza come la coltivazione del fagiolo nell’altipiano di Lamon (Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese).
Nel Bellunese è attivo uno dei maggiori distretti industriali dell’occhialeria, con la presenza di Luxottica, Marcolin, Gruppo De Rigo e Safilo. Tutte queste aziende contribuiscono all’economia non solo locale, ma dell’intera penisola italiana. È presente anche il settore della refrigerazione industriale e dei sanitari.
Altro settore di grande importanza è quello del turismo. La provincia vanta importanti stazioni turistiche montane come Cortina d’Ampezzo, Alleghe, Auronzo di Cadore, Falcade, Arabba, Sappada, Alpe del Nevegal e, in generale, le zone del Cadore e dell’Agordino, di assoluto richiamo turistico.
Nella Provincia sono presenti alcune minoranze linguistiche, tutelate dallo statuto provinciale. Si tratta delle minoranze ladina e germanofone.
Castello di Zumelle, di origine antichissima, forse romana, è l’unica fortezza sopravvissuta in Val Belluna. Rimangono, entro il giro di mura, il mastio, un pozzo e la corte d’onore; splendida la vista sulla valle del Piave. I laghi sono numerosi, così come si conviene ad un paesaggio alpino: Lago di St. Croce (per gli appassionati di windsurf e kitesurfing), di Misurina, della Stua, di Centro Cadore, di Auronzo, di Busche, di Pontisei, di Alleghe, di Arsiè, Lago Ghedina, Lago di Misurina, Lago di Coldai, Lago di Atorno, Lago di St. Anna. Non da meno sono le Dolomiti con, tra le altre, le Cime di Lavaredo, le Cime Marmolada, il Monte Sorapiss e Monte Civetta.
Paolo CoppolaIl territorio della provincia di Belluno offre, nella sua interezza, un vastissimo panorama di opere d'arte. Fanno parte di questo le ville che pullulano nel paesaggio prealpino, presenti per lo più nella parte bassa della provincia. L'itinerario che ho seguito va da Pedavena sino a Feltre attraverso il “Canalèt”. Parto imboccando il viale che collega Feltre a Pedavena e proseguo sino ad attraversare il borgo di Farra, dove, ai margini dell'abitato, sono visibili due ville. Salgo lungo il viale alberato e giungo a Pedavena, dove sorge la bellissima villa Pasole. Attraverso poi il piccolo sobborgo di Sant'Osvaldo ed imbocco il “canalet”, una strada costeggiata da diverse ville. Continuo in direzione Fonzaso dove posso ammirare un altro gruppo di ville; torno indietro ad Arten e visito villa Tonello, uno degli esemplari maggiori per quanto riguarda la pittura e l'architettura nella provincia bellunese. Riprendo così la strada in direzione di Feltre e concludo il mio giro a Tomo, nella quale sorge villa Guarnieri.