Il territorio su cui sorge Aosta è abitato fin da tempi protostorici, insediamento della tribù Celto-Ligure dei Salassi, come testimoniato da una necropoli e da un'area di culto, situati nell'attuale quartiere di Saint Martin de Corléans.
Al termine della Seconda Guerra Punica i Romani, per necessità difensive contro l'avanzata dei Galli, alleati dei Cartaginesi, diedero vita a un sistema di città fortificate che dallo sbocco delle valli alpine controllavano gli accessi alla Pianura Padana, ma solo con Cesare Augusto, nel 25 a.C., i Salassi vennero definitivamente scacciati. Sorse così Augusta Proetoria Salassorum, l'originaria Aosta, città fortificata, cinta da imponenti mura con quattro porte. Un ponte sul Buthier, di cui oggi sopravvive un'arcata poco distante dal letto del fiume, garantiva l'accesso alla città.
Protetta dalle Alpi e dalle sue mura, Augusta Praetoria subì poche invasioni; alla fine del IV secolo divenne sede vescovile; nel VI secolo fu annessa al regno dei Goti, contesa poi tra Franchi e Longobardi, finché non subì le sorti del regno d'Italia prima e di quello di Borgogna dopo, consolidando i rapporti politici, economici e culturali con il mondo francoprovenzale. Entrata nell'orbita della Contea dei Savoia, con capitale a Chambéry, Aosta ne seguì il destino fino all'Unità d'Italia.
Da un punto di vista prettamente amministrativo, Aosta non può essere considerata capoluogo di provincia, dato che la Valle d'Aosta è una Regione Autonoma in cui le funzioni "provinciali" sono ripartite tra Regione e Comuni.
Il territorio del Comune di Aosta si sviluppa al centro della valle che dalla Città prende il nome, alla confluenza dei due principali corsi d'acqua della Regione, la Dora Baltea e il torrente Buthier.
Il Monte Bianco, la cima più alta d'Europa, il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso, la presenza dello stupendo Parco Nazionale del Gran Paradiso sono solo due degli ingredienti per lasciarsi sedurre da Aosta. Castelli e monumenti romani fanno inoltre da scenografia alle rievocazioni folkloristiche di miti e leggende della Valle, aperta al turismo e forte delle proprie tradizioni culturali, artigianali e gastronomiche.