
Trento è capoluogo del Trentino, a poca distanza dalle Dolomiti e dai laghi della Provincia, città d’arte con una forte impronta rinascimentale, unica per i colori e i palazzi che la rendono particolare tra gli altri centri dell’intero arco alpino.
Furono i Romani a fondare Trento, nella seconda metà del I secolo a.C., chiamandola ‘Tridentum’, molto apprezzata tanto che l’imperatore Tiberio la indicò come "Splendidum Municipium". Con la fine dell’impero la Città passò di mano in mano fin quando nel 1004, col conferimento ai vescovi del potere temporale, ebbe una gestione indipendente. Dal 1027 con Corrado il Salico Trento crebbe e si affermò a lungo, tanto da essere scelta come sede di uno dei più importanti concili ecumenici della chiesa cattolica. Il Cinquecento fu l’epoca di maggior splendore artistico, dove al gotico si aggiunse lo stile rinascimentale.
Oggi la Città è anche una viva località turistica: molto frequentati sono i centri di montagna, con molti impianti di risalita e strutture che favoriscono gli sport invernali. Uno dei più noti della Provincia è Madonna di Campiglio, a 1550 metri di quota, in una conca tra le Dolomiti di Brenta e le nevi perenni del Gruppo dell'Adamello e del Gruppo della Presanella.
Molto apprezzati sono anche i laghi della Provincia, come le aree di Riva del Garda e Tortole, i centri della Valsugana nei pressi dei laghi di Levico e Caldonazzo.
Particolare rilievo ha il turismo termale: Comano, ai piedi della zona meridionale delle Dolomiti di Brenta, Levico e Vetriolo in alta Valsugana, Peio e Rabbi. Il clima mite rese la Città e il suo interland meta preferita di importanti personalità dell'Impero Asburgico per soggiorni di vacanza e svago.
Nel periodo medievale in tutto il territorio si sono sviluppate le industrie tessili e si è dato particolare rilievo alla fornitura di legname pregiato che veniva esportato, in particolare presso la Repubblica di Venezia. Molto importante per qualità, immagine, storia e tradizione, è il settore legato all’enogastronomia, con numerose cantine e distillerie tradizionali. Alcune grosse realtà cooperative contribuiscono insieme alle piccole a incrementare la tradizione trentina del buon bere.