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Il Museo ha una storia lunga, iniziata più di ottanta anni fa, come è testimoniato dai diversi nomi che l'Ente ha assunto dal 1924 a oggi, fino all'ultimo, risalente al 2010, anno della sua riapertura dopo gli interventi di ristrutturazione e restauro: "Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza".
Ritornato alla città, alla nazione e al mondo intero (visto il gran numero di visitatori stranieri che ogni anno accorrono attirati dalla ricchezza del materiale espositivo), il Museo Galileo custodisce gelosamente oltre mille strumenti di altissimo valore scientifico, percorrendo la storia fiorentina e Toscana dei Medici e dei Lorena, che furono grandi promotori di cultura e di ricerca a partire dal XVI secolo. Figura centrale di riferimento è il pisano Galileo Galilei, di cui sono esposti diversi strumenti e molti studi che hanno cambiato il panorama scientifico moderno.
Il Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza è ospitato dal 1930 nel bellissimo Palazzo Castellani, edificio dell'XI secolo, appartenuto alla famiglia Altafronte, poi agli Uberti e infine ai Castellani, nel tempo sede anche dei "Giudici di Ruota", della Biblioteca Nazionale e dell'Accademia della Crusca. Il Palazzo, affacciato sull'Arno e adiacente alla Galleria degli Uffizi, è una tipica costruzione medievale su sei livelli (seminterrato, piano terreno e quattro piani), con facciata in pietra a vista e finestre centinate.
Il percorso museale si organizza in 18 sale distribuite al primo e al secondo piano di Palazzo Castellani, in cui sono esposti più di mille preziosi strumenti di indagine scientifica, utilissimi anche a ricostruire il contesto culturale toscano a partire dal XVI secolo, sotto i Medici e i Lorena.
Dalla I alla IX sala del primo piano è in mostra il collezionismo mediceo, inaugurato con Cosimo I de' Medici (1519-1587) e felicemente arricchito e stimolato dai suoi successori, fino a Gian Gastone (1671-1737). Spazi specifici sono dedicati all'astronomia e alla misurazione del tempo, alla rappresentazione del mondo (sezione che vanta l'esposizione di quattro grandi globi, opera del cosmografo veneziano Vincenzo Maria Coronelli), alla scienza del mare e a quella della guerra, all'Accademia del Cimento, prima società europea che perseguiva scopi scientifici (sono importanti i riscontri ottenuti in ambito termometrico, barometrico e negli studi sul vuoto); è la sala VII, tuttavia, che attira maggiormente il visitatore: è infatti dedicata al padre del metodo scientifico, a Galileo. Potremo ammirare i suoi due famosi cannocchiali, la lente obiettiva del telescopio (con cui, più di quattro secoli fa, scoprì i satelliti di Giove), il compasso geometrico e militare, numerosi altri studi, trattati e modelli didattici, nonchè alcune reliquie quali un dente, il pollice, l'indice e il medio della sua mano destra.
Il secondo piano del Palazzo è destinato al collezionismo lorenese, avviato dal Granduca Pietro Leopoldo (1747-1792): nella sala X particolare attenzione è da riservare ai modelli ostetrici in terracotta, realizzati tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento, a testimonianza del grande interesse dei Lorena per la medicina. La sala XI è dedicata allo "spettacolo della scienza", con cui nel XVIII secolo si usavano intrattenere i salotti dell'alta società, assetata delle novità della fisica, riportate in modo che risultassero più accessibili rispetto alle stitiche regole matematiche: ecco allora macchine elettrostatiche a strofinio, ampolle e tubi per l'aurora elettrica, case del fulmine, per esempio. Il percorso museale procede con le sezioni assegnate all'insegnamento delle scienze nel XVIII e nel XIX secolo, all'industria degli strumenti di precisione (per l'astronomia, la topografia, la navigazione) e per la misurazione dei fenomeni naturali (barometri, termometri, microscopi e telescopi), allo studio dell'elettricità e dell'elettromagnetismo, della chimica.
Il nostro viaggio termina con l'ultima sala, la XVIII, dedicata a "La scienza in casa"; questa sezione dimostra il definitivo successo che la scienza ha ottenuto tra il Settecento e l'Ottocento, raggiungendo anche le dimore private: affianco a strumenti tecnici riservati a scienziati specializzati ci sono ora oggetti di uso quotidiano, basati su leggi fisiche e chimiche o sui principi della statica e della dinamica, come ventilatori e pesapersone.
dal 20.07.2010 al 30.04.2011, presso il Museo degli Argenti (FI)
Il Museo Galileo ha organizzato un ricco allestimento delle più disparate testimonianze (sculture, dipinti, disegni, filmati) per riportare alla luce la plurisecolare storia della vite e del vino, così importante nelle società del Mediterraneo.
Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00, il martedì dalle 9.30 alle 13.00; chiuso a Capodanno e per l'Epifania, a Pasqua, l'1 maggio, il 24 giugno, il 15 agosto, l'1 novembre, per l'Immacolata, Natale e Santo Stefano.
Prezzo Biglietto intero: €8,00; ridotto (ragazzi dai 7 ai 18 anni e ultrasessantacinquenni): €5,00; gruppi di almeno 15 persone: €5,00; gruppi scolastici: €4,00: biglietto famiglia (2 adulti e massimo 2 ragazzi fino a 18 anni): €20,00.
Il Museo organizza visite "con esperienza" (in cui è possibile interagire tramite gli strumenti di Galileo), visite "a spasso con Galileo" (dove la guida si cala nei panni dello scienziato) e visite "i materiali della scienza: il laboratorio di restauro del Museo Galileo" (rivolte agli studenti, uniscono approfondimenti sui materiali costituitivi e sull'attività artigiana del restauro).