
Al centro del golfo che va da Marinello a Milazzo, distante appena 5 km dal mare, Rodì Milici, in Provincia di Messina, è posta su una collina verdeggiante alla sinistra del torrente Patrì.
Il Comune è sorto nel 1947 dall'unione del Casale di Milici a Rodì, a seguito della proclamazione dell'autonomia, in quanto per molto tempo i due centri sono stati sotto la giurisdizione del Comune di Castroreale.
Il nome di entrambi deriva dal greco: Rhodìa e Melikos, Roseti e Meleti, a testimonianza del forte legame con la terra che questa zona ha sempre avuto.
Pare che questo territorio fosse abitato sin dall’Età del Bronzo, a giudicare dai diversi ritrovamenti archeologici risalenti ai secoli XVIII-XV a.C. Non molto distante dal Comune, in località Grassorella, di fronte al monte Ciappa, sono stati scoperti resti di una necropoli composta da tombe a grotticella, simili a quelle di Pantalica. Sono emerse anche, sul monte Ciappa in località Pirgo, tracce dell’antica acropoli di Longane, abitata con ogni probabilità dalla popolazione autoctona dei Sicani, stanziatisi su un pianoro dei Peloritani a 400/500 metri, per proteggersi dall’arrivo dei Siculi.
Nel medioevo a Milici fu fondata una divisione dell’Ordine dei Cavalieri di Malta di S. Giovanni di Gerusalemme. I Cavalieri Gerosolimitani, provenienti dall’isola greca di Rodi, ricevettero da Federico II di Svevia un casale, che ancora oggi conserva l’autentico arco in pietra sormontato dallo stemma dell’Ordine con la croce e l’aquila reale dello Svevo.
Sembra che l’originario nome di Rhodis fosse Solaria, toponimo di derivazione greco bizantina con il significato di “abbondante di legna”; oggi Sullerìa è una contrada di Rodì.
In principio il paese sorgeva più in pianura, ma il grande straripamento del torrente Patrì spinse gli abitanti, nel 1582, a spostarsi a monte, edificando nuove abitazioni nell’odierna Milici (intorno al Palazzo dei Gerosolimitani) e nell’attuale Rodì (ai piedi del monte Limbia, dove fu costruita la Chiesa di San Bartolomeo). Fino al XVIII secolo la cittadina appartenne ai Cavalieri e fino al 1947 fu frazione di Castroreale.
Il territorio in cui sorge Rodì Milici, che conta circa 2500 abitanti, è addolcito da colline coltivate. L’attività prevalente è infatti l’agricoltura, i cui punti forti principali sono le olive, il grano, gli agrumi e l’uva, ma sviluppati sono anche settori dell’allevamento, di bovini e ovini, e dell’artigianato, i cui prodotti tipici sono i tappeti, i ricami e i lavori a punto ‘ago’ e ‘filet’, le realizzazioni con il giunco e la canna. In una buona fase di sviluppo è il turismo.