
Fondachelli Fantina dista dal capoluogo, Messina, circa 80 km e 20 km da Barcellona Pozzo di Gotto. Fino al 1950 era una frazione di Novara di Sicilia, da cui si è staccata divenendo un comune autonomo.
Situata a 604 metri sul livello del mare, tra i comuni di Novara e Francavilla di Sicilia, è circondata dai monti Peloritani da un lato e dalla Catena dei Nebrodi dall’altro. Stretta tra le due catene montuose, Fondachelli-Fantina gode di una posizione privilegiata per quanto isolata. I monti che circondano il Comune formano una grande conca all’interno della quale si apre il letto del torrente Patrì, lungo i quali sono distribuiti i vari quartieri.
Il nome del paese deriva dall'arabo funduq che significa "magazzini". Secondo altri deriverebbe da “funagella”, diminutivo dialettale di fondaco. L'appositivo Fantina è di origine incerta ma potrebbe derivare da “fantinia”, a sua volta derivato dal latino infans-infantis, bambino.
Il centro era formato anticamente da diversi casali sparsi appartenenti alla famiglia Palazzi e poi Gioieni di Novara. Durante la dominazione svevo-normanna alcune popolazioni dell’Italia settentrionale si stabilirono nel paese come testimonia il dialetto gallo-italico, ancora parlato nel paese.
Fondachelli Fantina è importante dal punto di vista storico proprio per la presenza di questo dialetto, preservatosi pressoché intatto probabilmente a causa della sua posizione isolata Fondachelli Fantina è passata alla storia per quello che venne chiamato l’eccidio di Fantina. Nell’agosto del 1862 l’esercito regio arrestò un gruppo di otto volontari che aveva in programma di raggiungere Garibaldi in marcia su Roma. Dopo la cattura, sette di questi furono riconosciuti disertori del Regio Esercito e trucidati. I fatti sono venuti alla luce alcuni anni dopo, grazie al racconto dell’’unico sopravissuto.