
Un’antica leggenda narra che le origini di Castroreale siano da ricondurre a un re mediorientale, un tale Artenomo, che, molti secoli prima della nascita di Cristo, avrebbe fondato, sul territorio collinare dell’attuale Comune, una città, chiamandola Artemisia come sua figlia. Castoreo, genero di Artenomo, spostò gli iniziali insediamenti in un nuovo centro, dapprima chiamato Krastos, poi Castrina, infine Cristina o Crizzina, in vita fino al XIV secolo. È in questo momento che inizia la storia documentata di Castroreale: Federico II d’Aragona, come premio per la strenua lotta contro gli Angioini nei Vespri Siciliani, nel 1324, dotò di un castello la cittadina, che prima venne chiamata Castro, poi, cominciato ad avere un ruolo difensivo sempre più importante, Castroreale.
Godette a lungo di discreta libertà e benessere economico, almeno fino al XVII secolo: nel 1693, infatti, un primo terremoto, seguito da un secondo nel 1783, spinse gli abitanti ad abbandonare il territorio collinare per trasferirsi nelle zone costiere. La decadenza e l’impoverimento territoriale furono acuiti, a partire dal 1815, dall’autonomia da Castroreale dei Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Rodì Milici e Terme Vigliatore.
Oggi la cittadina si estende su una superficie di circa 62 kmq, su un’escursione altimetrica che va dai 50 metri s.l.m. della frazione di Protonotaro ai 1287 metri di Pizzo Polo.
Il Comune comprende le frazioni di Bafia, a 6 km dal centro di Castroreale, e di Protonotaro, sulla riva destra del torrente Patrì, a 7 km. L’abitato principale, Castroreale appunto, sorge sul colle Torace, appartenente ai monti Peloritani nord-occidentali.