Viale della Libertà 465 – 98121 Messina (ME)
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Sede del Museo Regionale di Messina è la filanda Barbera-Mellinghoff, costruzione del XIX secolo, adibita a edificio espositivo dopo il terribile terremoto che nel 1908 colpì la Città.
Il primo Museo Civico fu fondato nel lontano 1806 ed era ospitato nell'antico Monastero di San Gregorio, distrutto dal sisma insieme a un gran numero di opere in esso custodite. L'attuale sede museale in Viale della Libertà è aperta al pubblico dal 1922, ma negli anni ha subito molti lavori di ristrutturazione e risistemazione degli ambienti espositivi; gli interventi più consistenti risalgono agli anni Ottanta e sono quasi conclusi quelli che prevedono l'ampliamento in un edificio adiacente.
Il Museo Regionale di Messina espone, in 14 sale, 200 opere tra dipinti, sculture, mosaici e arti decorative (tarsie marmoree, argenti, maioliche e ceramiche), distribuite in un arco di tempo compreso tra il XII secolo e il XVIII. A una prima parte dei pezzi originariamente presenti nel Museo Civico si sono aggiunte poi altre testimonianze provenienti da collezioni private o da enti ecclesiastici e pubblici, soprattutto dopo il terremoto del 1908. Protagonisti assoluti sono il "Polittico di San Gregorio" e la "Madonna con Bambino benedicente e un francescano in adorazione" di Antonello da Messina e la "Resurrezione di Lazzaro" e la "Adorazione dei pastori" di Michelangelo Merisi, il Caravaggio.
Il percorso alla scoperta delle opere del Museo Regionale di Messina inizia con il Viale d'ingresso, in fondo al quale è posta la grande Statua di Nettuno, alta più di 3.5 m, eretta da Giovanni Angelo Montorsoli nel 1557 e la cui copia si trova nella fontana omonima di Piazza dell'Unità d'Italia. Le 13 sale più il Vestibolo ospitano 200 opere che vanno dal periodo normanno-svevo (XII-XIII secolo) al Settecento.
Al 1984 risale l'attuale sistemazione che segue criteri cronologici d'esposizione e che affianca opere di tipologia diversa (sculture, dipinti, mosaici, ceramiche, elementi d'arredo) ma appartenenti al medesimo periodo storico.
Nelle sale 1 e 2 abbiamo testimonianze dell'epoca normanno-sveva, nelle 3 e 4 sculture e pitture del Quattrocento e del Cinquecento; è nella sala 4 che fa mostra di sè il "Polittico di San Gregorio" di Antonello da Messina. Proseguendo la nostra visita, nelle sale 5, 6, 7 e 8 ammireremo le opere del Cinquecento, tra cui la "Scilla" in marmo di Giovan Angelo Montorsoli. Le sale 9, 10 e 11 sono invece destinate alla cultura artistica del XVII secolo: nella 10 Caravaggio ci offre la "Adorazione dei pastori". Dedicata al Settecento messinese è la sala 12 (con opere di Filippo Tancredi e Domenico Biondo, tra gli altri), mentre la 13 è detta "del Tesoro": suddivisa in tre ambienti, espone manufatti in ceramica, oro, argento, presepi e paramenti sacri. Fra questi ultimi, soprattutto, merita particolare attenzione il Paliotto della Ciambretta, del XVIII secolo, ricamato con fili d’oro e argento, perline, corallini e pietre dure.
Dal 10 febbraio al 10 luglio 2011
Si tratta di una preziosa esposizione di arredi lignei che abbraccia i secoli XVII e XVIII; le opere in mostra vantano sia provenienza laica che ecclesiastica, testimonianza di come la lavorazione artistica del legno fosse in auge in quel periodo.
Visite ogni giorno dalle 9.00 alle 13.00 e i giorni pari anche dalle 15.00 alle 17.30.
Il Museo Regionale di Messina dista circa 3,5 km dalla Stazione Centrale.
È facilmente raggiungibile in auto o in autobus dal Porto o dalla Stazione Ferroviaria, percorrendo Via Vittorio Emanuele II e poi Viale della Libertà, in direzione nord sul lungomare; per chi abbia voglia di fare una bella passeggiata, potrà arrivare al Museo in una quarantina di minuti dalla Stazione.
ATM Messina: Via La Farina, 336 – tel. 090.228521 - www.atmmessina.it
Aperto Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato dalle 9.00 alle 13,30 - Martedì, Giovedì e Sabato anche dalle 16,30 alle 19.00 – Domenica e festivi dalle 9.00 alle 12.30; chiuso il Mercoledì.
Biglietto intero: €3,00; ridotto: €1,50.