Il capoluogo pugliese è, con i suoi circa 328.000 abitanti, la terza città più importante del Meridione d’Italia, porto commerciale di notevole importanza. Si sviluppa lungo la costa, che nell’intera Puglia si estende per quasi 800 chilometri, in posizione pianeggiante. Il suo territorio arriva però a toccare le propaggini dell’altopiano delle Murge. Il clima è quello mediterraneo-semi-continentale, con inverni di solito dolci, ma che possono toccare temperature piuttosto basse, ed estati secche. La pioggia in città cade di rado e solo in inverno si registrano precipitazioni locali.
Fu a lungo contesa tra Bizantini, Longobardi e Saraceni. Con i Normanni la città conobbe periodi felici e molto prosperosi. Grazie ai Romani fu posta sulla via Appia Traiana, che le conferì la grande importanza commerciale che l’avrebbe poi sempre distinta.
Dai tempi antichi della fondazione fino al 1813 la città fu sempre e solo inclusa nel Borgo Vecchio. Si deve a Gioacchino Murat, Re del Regno di Napoli, l’ordine di edificare, al di là delle mura medievali, il cosiddetto Borgo Nuovo. Deliziosa città bianca e azzurra, Bari è quella porta verso Oriente che sembra fatta dello stesso colore del mare e dal mare sembra nascere. Se guardate la pietra con la quale sono ricoperte le case della città vecchia, sappiate che si tratta di pietra di Trani.
Nelle vie del centro non ci si stupisce del vecchio e del nuovo, per esempio se i retini per stendere la pasta fuori la porta di casa siano scansati abilmente dai ragazzini che sfrecciano in motorino, mentre noncurante una donna prepara le orecchiette creando l’incavo con le dita. E con una tale frequenza si possono incontrare questi quadri di costume da far pensare che davvero le case siano il laboratorio dei pastai, e del resto i negozi e i ristoranti comprano proprio la pasta fatta in casa dalle donne di Barivecchia. La microcriminalità del centro storico, che tanto timore metteva una volta ai più prudenti, oggi è per lo più un ricordo folcloristico del passato. A Bari ci si muove con la medesima sicurezza con la quale ci si sposta in un’altra qualunque città italiana.
Teresa RicciL'anno scorso sono stata in vacanza nel magnifico territorio del Salento. Durante il mio soggiorno di sole e mare, ho deciso di dedicare due giornata alla visita di Bari. Questa antica città del Sud racchiude in sé una ricca collezione di testimonianze artistiche e architettoniche, dalle costruzioni di epoca romanica alle chiese medievali, dal castello federiciano ai palazzi in stile veneziano e barocco, senza trascurare le influenze saracene, bizantine e normanne che nel corso dei secoli hanno contribuito a regalare a Bari quel fascino tutto particolare che solo l'accostamento e la sovrapposizione di diverse culture può dare. Il mio itinerario è stato uno dei più classici. Sono partita dal cuore del centro storico, politico e culturale della città, visitando le piazze del Ferrarese e Mercantile. Successivamente la superba ma severa Basilica di San Nicola, simbolo di Bari nonché uno tra i più importanti esempi del romanico pugliese e centro di pellegrinaggio religioso. Pranzo con un panino veloce e continuo il mio itinerario con la Chiesa di San Marco, innalzata dai mercanti veneziani, la cui facciata conserva in parte il suo aspetto romanico, a capanna. Continuo con la Basilica paleocristiana di San Sibino. Il primo giorno in giro per monumenti si conclude così con un'ottima cena al Ristorante Terranima dove gusto strozzapreti con vongole e zucchine e triglia di scoglio al cartoccio. Il secondo giorno riparto alla buonora con la visita all'imponenta Castello federciano, la fortificazione di epoca sveva. Dopo mi sposto in Largo Urbano II dove si trova il Museo storico. Successivamente do uno sguardo al complesso di Santa Scolastica e alla suggestiva piazza di Santa Maria del Buonconsiglio. Pranzo alla pizzeria “Il chiodo fisso” e mi sposto nella città ottocentesca :palazzo Mincuzzi, corso Cavour e il teatro Petruzzelli. Da non perdere anche la Pinacoteca Provinciale. L'ultima sera mi gusto un aperitivo in centro a base di un calice di Rosso Canosa Doc accompagnato da sfiziosi stuzzichini di prodotti tipici, scagliozze e olive.