
Torino è una città che, per come appare oggi, nasce piuttosto tardivamente. La sua crescita è legata in particolare ai regnanti che decisero di renderla capitale, nonché agli architetti da loro assoldati per tale scopo e alla razionalità del loro disegno urbanistico.
Torino ha anche, e in qualche modo, una storia di “delusioni” legate sostanzialmente agli avvicendamenti politici occorsi, in passato, sull’intero territorio italiano. A tal riguardo si annoverano, per esempio, gli sforzi dei sovrani finirono vanificati nel tentativo di assegnare a lungo l’insigne titolo di capitale, che durò a Torino per breve tempo. La città si vide inoltre poco premiata negli sforzi profusi sul campo delle lotte risorgimentali, alle quali contribuì con molte delle sue energie e con gli uomini più influenti.
E proprio qui, in questo centro nato tardi e, quindi, anticipatore e moderno allo stesso tempo, trovò sede pure Cinecittà. Questa nacque ancor prima che la cinematografia italiana rompesse il muro del suono in giro per il mondo e che da Roma, a scorno di Torino, il neorealismo propagasse tutto il suo fulgore.
Il capoluogo piemontese è noto anche per essere la capitale italiana dell’automobile, fenomeno che, se pure ha prodotto notevole ricchezza, almeno fino a un certo punto della storia ha generato anche quell’enorme afflusso migratorio che ha fatto ritirare nelle loro case gli schivi e nobiliari torinesi, rendendo la città, per un lungo periodo oggi interrotto, una sorta di luogo meridionale trasferito al nord.
Ma Torino è anche una città davvero bella. Circondata dalle montagne e percorsa dai suoi tre fiumi, il Po, la Dora Riparia e la Dora Baltea, offre agli abitanti e ai turisti panorami pregevoli, aria frizzante e bizzarre percezioni. Da non perdere le zone sul lungo Po, come ad esempio i cosiddetti Murazzi. Tali zone fino a qualche anno fa si sarebbe sconsigliato di frequentare ai poco attenti, ai cui danni qualche furto sarebbe pur potuto capitare. Oggi invece quella stessa zona, per quanto circoscritta, piena di bar, negozi, ristoranti e vita è assai piacevole da visitare.
Teresa RicciQualche tempo fa, la mia amica Isabella mi ha proposto di trascorrere un week-end a Torino. Dopo aver prenotato il soggiorno all'Hotel Cairo, non molto lontano dal centro, un albergo comodo, accogliente e a prezzi contenuti, partiamo in treno alla volta della città. Arriviamo in stazione Torino Porta Nuova alle 12.40, prendiamo un autobus e andiamo in Hotel; appoggiamo le nostre cose ed iniziamo la nostra mini-vacanza. Il tempo è a nostro favore, temperatura primaverile, 22 gradi. Pranziamo alla Trattoria Ala con zuppetta alla viareggina e filetto di maiale al patè di olive. Dedichiamo il pomeriggio ad una bella passeggiata nelle vie della città. La prima tappa è il Conservatorio Verdi. Da qui andiamo al Palazzo Carignano . Arriviamo in Piazza del Castello e scattiamo qualche foto al Palazzo Madama e al Palazzo Reale. Nella stessa piazza si trova la Chiesa di San Lorenzo. Successivamente andiamo al Duomo. Dopo una breve visita all'interno, torniamo in Piazza Castello e imbocchiamo Via Po, nella quale si trovano molti locali e negozi. Arriviamo in Piazza Vittorio Veneto e andiamo a dare un' occhiata alla Chiesa della Grande Madre di Dio. E' giunta così l'ora per una breve sosta allietata da un gelato e una bibita in uno dei tanti barettini della città. Per cenare scegliamo il Ristorante Mon Ami nei pressi Di Piazza del Castello. Tajarin con fegatini, coniglio all'astigiana, accompagnati da un ottimo Barbera del Monferrato. La mattina del secondo giorno la dedichiamo al castello di Rivoli, graziosa cittadina medievale. Una delle ex residenze dei Savoia e ora museo di arte contemporanea. Dallo spiazzo vicino al castello godiamo di un'affascinante vista sulla città. Dopo la brave escursione, torniamo in centro e mangiamo in un'enoteca caratteristica, la Caffetteria e Vineria degli Antiquari con focaccia e torta salata fatta in casa. Da qui andiamo a piedi alla Galleria civica d'arte moderna e contemporanea. Uscite dal museo entriamo nel Caffè Platti per sorseggiare un tè accompagnato da dolcetti tipici torinesi : bounet, brutti ma buoni e biscottini di Novara. Tappa successiva: la Mole Antonelliana, all'interno della quale si trova l'interessantissmo Museo del Cinema. Saliamo sulla cupola, dove c'è una visita splendida. Uscite dalla Mole andiamo in albergo per rinfrescarci e per l'ultima sera optiamo per il Ristorante il Gatto e la Volpe, con un ottimo menù a base di pesce freschissimo: cruditè alla mediterranea, tagliolini, grigliata mista e vino bianco dei Colli novaresi.