
Novara dista 49 km da Milano e appena 15 dal confine con la Lombardia, 95 da Torino e 23 da Vercelli. L’aeroporto internazionale di Milano-Malpensa è a soli 25 km. È di 35 la distanza che separa la città dal Lago Maggiore e 40 quella per il Lago d'Orta.
È bagnata dai torrenti Agogna e Terdoppio che, rispettivamente, attraversano la periferia occidentale e orientale del centro abitato. La zona nord-orientale è bagnata dal canale Quintino Sella, emissario del canale Cavour, il quale scorre a sua volta lungo il confine nord, nei pressi delle frazioni di Veveri e di Vignale. Vignale, che sta a meno di 6 km da piazza dei Martiri della Libertà, nel centro cittadino, è il paese dove il 24 marzo del 1849, dopo la disastrosa battaglia di Novara, fu firmato l’armistizio fra il nuovo re Vittorio Emanuele II e il maresciallo austriaco Radetzky.
Il paesaggio della piana irrigua novarese è caratterizzato e condizionato dalle risaie, fortemente antropizzato e regolato a fini produttivi, frutto delle secolari bonifiche e trasformazioni che hanno determinato una semplificazione nelle forme del territorio, livellato e terrazzato anche sui modesti rilievi. Tali trasformazioni hanno generato la fitta rete irrigua di canali, rogge, fossi e fontanili. Dunque in estate ci bazzicano le zanzare, per cui conviene portarsi qualche repellente qualora si decidesse di visitare la città e i suoi dintorni proprio in quel periodo.
Il centro di Novara si erge in posizione leggermente sopraelevata – si tratta di appena pochi metri - sul territorio circostante, nel punto più alto di una dorsale di origine fluvio-glaciale che poi è l’ultima propaggine morenica dei ghiacciai alpini e che digrada dolcemente verso sud fino a Vespolate.
A differenza di molte altre città del Nord Italia, uscendo da Novara il termine dell'abitato e l'inizio della campagna è molto netto.
A est della città, nella zona prossima al confine con la Regione Lombardia, si è assistito a un forte sviluppo demografico dei centri urbani confinanti, così da dare luogo alla conurbazione che oggi vediamo, la quale si distende dal comune di Cerano fino a quello di Oleggio.
Aurelia FarinaDue anni fa io e il mio compagno abbiamo percorso un itinerario in bicicletta nel così detto “Est Sesia novarese”, territorio a nord-ovest di Novara, compreso tra il capoluogo e il fiume Sesia, dove il paesaggio pianeggiante e agreste è disseminato di caratteristici cascinali e mulini,oratori di campagna e antichi castelli. Il percorso, lungo 51 chilometri circa, parte da Novara e attraversa i comuni di San Pietro Mosezzo, Casaleggio, Vicolungo, Mandello Vitta, Landiona, Carpignano Sesia, Sillavengo, Castellazzo Novarese e Nibbia,per poi tornare al punto di partenza. Partiamo dal piazzale della Chiesa della Madonna del Bosco, dopo meno di due chilometri raggiungiamo Casalgiate, deviamo a sinistra e siamo a Gionzana. Qui merita una visita l'Oratorio della Madonna del Latte. Proseguiamo per San Pietro Mosezzao, dove all'interno della Chiesa Parrocchiale di S. Pietro Apostolo si possono ammirare bellissimi affreschi del XVII secolo. Continuiamo e raggiungiamo Mosezzo, sede pievana di antiche origini. Proseguiamo fino a Casaleggio, attraversiamo il paese fino a Vicolungo. Qui meritano una visita la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio e l'Oratorio di San Martino per gli affreschi di gran pregio che conservano. Di riguardo sono anche il Castello e la chiesa Santa Maria delle Grazie presso “I palazzi”, complesso di origine medievale edificato lungo l'antica strada Biandrina. Raggiungiamo Landiona, dove si trovano un Castello duecentesco e l'antica Chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo. Giriamo a destra e raggiungiamo Carpignano Sesia dove visitiamo l'antico Castello-Ricetto, il quale presenta al suo interno strette vie acciottolate e costruzioni trecentesche e quattrocentesche, oltre all'antica Chiesa di San Pietro con lo stupendo ciclo di affreschi duecentesco. Ripartiamo e raggiungiamo Sillavengo, ove si erge l'oratorio di Santa Maria Nova. Proseguiamo tenendo la sinistra fino a Castellazzo, dominato dall'imponente Castello-Rocca. Torniamo a Casaleggio e proseguiamo dritto per la strada sterrata che passa per le Cascine Buontalento, Regina e Colombare. Continuiamo sempre sulla sterrata e raggiungiamo Nibbia. Passiamo le cascine Obbiadino e Posta, giriamo a sinistra e proseguiamo fino a tornare a Novara. Ci rinfreschiamo in albergo ( Hotel Stazione) e ceniamo al Ristorante Locanda delle Due Suocere. Pasta fresca con ragù di cinghiale, secondo di cacciagione e gorgonzola Dop, accompagnati da una buona bottiglia di Sizzano.