
Alessandria è situata al centro di un triangolo economico, industriale e culturale di grande pregio: Genova, Milano e Torino. Da solo questo elemento ci racconta delle sue influenze a tutti i livelli. Nondimeno, la sua autonomia e il suo carattere non perdono il loro valore seppur il confronto è ad armi quasi impari. Città del Piemonte, capoluogo di provincia, con 65.909 abitanti, è situata a 95 metri di altezza sulla riva destra del fiume Tanaro, dove questo riceve il fiume Bormida. L'intero comune è popolato da 92.760 abitanti (102.424 nel 2001). Nodo ferroviario e stradale. Il territorio dell’intera provincia è prevalentemente montuoso e comprende ben 190 Comuni. La sua economia è sostenuta da solidi e diversi pilastri tra cui l’artigianato di eccellenza internazionale nella zona di Valenza Po, l’industria della bellezza e benessere nella zona di Acqui Terme con le sue Terme (come suggerisce il nome stesso) e conseguenti centri benessere. L’industria dolciaria caratterizza la zona di Novi Ligure. Con Tortona si raggiunge invece la dimensione mistica grazie al suo centro religioso costituito da un vero e proprio “itinerario della fede” comprendente la Basilica della Madonna della Guardia e il collegio di ragazzi. Alessandria è costellata dai resti di edifici romani e monumenti di varie epoche, per chiudere con il variopinto paesaggio di Monferrato e Ovada, ricchi di tradizioni enologiche e coltivazioni di ciliegi, fragole e boschi dove raccogliere funghi e castagne ma anche ammirare le specie botaniche che caratterizzano la zona.
Modernamente la città si è sviluppata secondo le sue esigenze di centro agricolo e industriale. Purtroppo è da registrare la scomparsa dell'antica cattedrale di S. Pietro, demolita per far luogo ad una grande piazza d'armi, l'attuale Piazza della Libertà. Il più antico edificio della città resta la Chiesa di S. Maria di Castello, costruita nel sec. XII su un’altra già esistente dal 1107.
Il turista in arrivo in questa Provincia dovrà abbandonarsi ai professionisti e alle comunità che fanno il loro meglio per conquistare il suo apprezzamento e piacere del soggiorno.
Salvatore MontanariIl 23 maggio scorso ho avuto l'opportunità di vivere un'esperienza indimenticabile partecipando alla sesta edizione del “Grignolino del Monferrato Casalese”, una manifestazione del luogo che porta i pochi partecipanti ( solo i primi 400 iscritti!) in giro per ventitré cantine, offrendogli l'occasione unica di poter sperimentare direttamente i diversi modi di interpretare e produrre Grignolino e altri vini del Monferrato Casalese ( Barbera, Cortese, bianchi vari, assemblaggi e Malvasia) oltre ad assaggiare varie curiosità gastronomiche locali. Il numero dei partecipanti è chiuso proprio per poter offrire un'accoglienza di riguardo all'interno delle aziende vitivinicole partecipanti. La partenza dell'itinerario avviene all'interno del Castello di Casale, dove mi muniscono del materiale di accompagnamento : la mappa e l'elenco delle cantine, il calice di vetro e la sua tasca, il passaporto per le degustazioni. Viene offerta inoltre una colazione con pane e salame ( per iniziare al meglio la giornata!) e una prima panoramica sui grignolini della giornata. Dalla città di Casale partiamo per raggiungere le ventitré cantine aperte: Accornero, Buzio, Canato, Cà San Carlo, Gaudio, Mongetto, Morando e la Scamuzza a Vignale, Beccaria a Ozzano, Castello di Lignano a Frassinello, Castello di Uviglie e Vicara a Rosignano, Dealessi e Casalone a Lu, La Casaccia a Cella Monte, La Tenaglia a Serralunga di Crea, Cantamessa a Casorzo, Saccoletto a San Giorgio, Botto a Sala Monferrato, Pierino Vellano a Castel San Pietro di Camino, Castello di Gabiano a Gabiano, Liedholm a Cuccaro, La Spinosa Alta a Ottiglio. Questa manifestazione è un simbolo della tradizione enogastronomica di Alessandria, che contribuisce a mantenere intatto il filo che collega la storia antica a quella contemporanea.