
Si deve al ventisettenne Napoleone Bonaparte, che il 10 maggio del 1796 ottenne sul campo la sua prima folgorante vittoria contro l’esercito austriaco proprio al ponte sull’Adda, se chi gira il mondo ritrova località chiamate “Lodi” nei posti più impensati, dalla Tasmania all’Algeria fino agli Stati Uniti d’America, e per la stessa ragione il visitatore si accorge che in non poche città francesi, prima fra tutte la capitale Parigi, compaiono vie e strade in onore del “Pont de Lodi”.
Altra curiosità è che a Lodi si trova il solo monumento dedicato in Italia all’imperatore svevo Federico Barbarossa: è di fianco al Municipio, in Piazza della Vittoria, dove al temibile imperatore, secondo fondatore della Città, tiene compagnia il busto di Gneo Pompeo Strabone, il primo fondatore della ‘Laus Pompeia’, dove oggi sorge Lodi Vecchio.
Lodi è quella che si definisce una città a misura d’uomo, amabile e raffinata, che, come soltanto nei paesi di buona parte d’Italia, o come fino a pochi anni fa soltanto nelle città più evolute oltre confine, la domenica mattina non mostra quell’aspetto desolante comune ai grandi centri urbani: qui negozi, almeno quelli alimentari, incluse le pasticcerie, sono tutti gioiosamente e molto confortevolmente aperti. I suoi abitanti hanno di certo conservato qualche cosa di quell’ingegno laborioso che ai loro antenati fece bonificare un territorio inospitale, prevalentemente paludoso, pullulante di zanzare e di malaria, per organizzare un’agricoltura esemplare e in alcuni casi anche prestigiosa. Lodi è un esempio di congregazione umana organizzata in modo da diffondere il buon sapore di un’esistenza cordiale non meno che equilibrata, come deve essere la misura delle rogge e dei canali per irrigare senza allagare. La loro così efficace bonifica di un territorio tanto vasto (oggi comprende 61 comuni) fu il primo esempio in una Europa per molti aspetti ancora “barbara”; eppure a un “barbaro” i lodigiani sono, come abbiamo visto, i soli ad avere eretto un bel monumento. È appunto un segno di equilibrio, quello stesso che si respira passeggiando per le belle vie del centro storico.