
Brescia è la seconda città più popolosa della Lombardia, con i suoi circa 190mila abitanti distribuiti su una superficie di 90 chilometri quadrati. La città è capoluogo dell’omonima provincia e il numero dei suoi abitanti la rende la quinta area metropolitana della penisola italiana dopo, in sequenza, quella di Milano, Roma, Napoli e Torino.
L’appellativo con cui si chiama ancora oggi la città di Brescia è quello di Leonessa d’Italia, titolo che raggiunge la sua massima notorietà grazie a una poesia dell’ampolloso Giosuè Carducci. Il poeta, infatti, cantò il “coraggio leonino” dimostrato dai cittadini bresciani durante l’insurrezione anti austriaca delle Dieci Giornate, occorse nel trambusto europeo del 1848-1849. Eppure non fu Carducci il primo ad attribuire il suddetto appellativo alla città di Brescia; nella sua somma ispirazione il poeta di Valdicastello cita, in realtà, il collega Aleardo Aleardi, poeta risorgimentale di una certa importanza. In quanto a leoni anche lo stemma della città raffigura, appunto, un leone rampante. A quanto pare fu proprio quel leone ad aiutare, sia Carducci che Aleardi, a trovare il giusto appellativo da assegnare al coraggio cittadino.
Così suona il sonetto del Carducci tratto dalle Odi Barbare:
“Lieta del fato Brescia raccolsemi,
Brescia la forte, Brescia la ferrea, Brescia leonessa d'Italia
beverata nel sangue nemico.”
Invero, gli elogi alla Leonessa d’Italia sono misericordiosamente strappati dal destino di quelle Dieci Giornate che, nonostante il valore dei suoi cittadini, finirono con la resa ottenuta dagli austriaci il 2 aprile. Le vicissitudini guerresche, tuttavia, sono sempre quelle che nel costume delle nazioni, costituendo le fondamenta dell’amor proprio nazionale, guadagnano i maggiori riconoscimenti. E così Brescia è tra le città decorate con la medaglia d’oro per le azioni patriottiche compiute durante il Risorgimento. Brescia è anche tra le città decorate al valore militare per la Guerra di Liberazione, in quanto insignita della medaglia d’argento per i sacrifici e la lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
Carla FerrariFinalmente sono riuscita ad ottenere due giorni di ferie dal lavoro, ed insieme alla mia dolce metà ho deciso di andare alle Terme di Boario spa Park Resort, in Val Camonica. Le Terme, le cui sorgenti sgorgano dal Monte Altissimo, sono circondate da un fantastico parco secolare di 130000 metri quadri. Dopo ventiquattro ore di sano relax e paradossale euforia ( il Franciacorta è uno spumante ottimo, tra i miei vini preferiti!), decidiamo di trascorrere la nostra ultima giornata nella città di Brescia a visitare il Teatro Romano, uno dei più grandi costruiti nell'Italia settentrionale. Due giorni bellissimi resi più piacevoli dalle specialità gastronomiche della tradizione: vini come il Lugana, il Chiaretto e il già citato Franciacorta e formaggi come il Fatulì e il Bagoss