
Bologna, capoluogo dell’Emilia Romagna, è una cittadina di circa 380 mila abitanti. È situata nella Pianura Padana, tra la Valle del Reno e quella del Savena, a ridosso dell’Appennino tosco-emiliano. Fondata nel 534 a.C., chiamata “Velzna” dagli Etruschi e “Bona” dai Celti, il suo nome fu poi latinizzato in “Felsina”, con il significato di “terra fertile” o, secondo alcuni, di “luogo fortificato”. Solo con l’avvento dei Romani nel 191 a.C. prenderà il nome di “Bononia”.
La sua posizione strategica, al centro dell’Italia, la rende importante snodo stradale e ferroviario, nonché rilevante polo industriale.
Passeggiando per il suo centro storico ci si perde fra il rosso del cotto dei mattoni delle case, che la mostrano austera, priva com’è di marmi, ma al tempo stesso calda e accogliente. Le numerose torri sorvegliano dall’alto tutta la città e ne ricordano la storia. I portici si inseguono sinuosi fra le piazze e le vie principali, rendendole caratteristiche. I capolavori di Bologna non sono solo quelli esposti nei 43 Musei Comunali e Universitari, ma anche le sue chiese, i palazzi e i torresotti, dislocati per tutto il borgo antico.
Sebbene lo stile dominante dell’architettura si esprima in un intreccio di romanico e gotico, la città ha saputo inventare linee nuove, capaci di restituire un volto moderno e tecnologico che si esprime nelle sue strutture vitali, come il quartiere fieristico.
Ulteriore punto di forza è la gastronomia, con i suoi prodotti esportati in tutto il mondo, come la Mortadella, i Tortellini e le Cotolette. Viaggiando fra gli antichi sapori ci si ritrova anche nei luoghi che hanno accompagnato la tradizione del mangiare e del bere bolognese: la città, infatti, conserva alcune botteghe storiche che ci permettono di avvicinarci al suo passato.
Uno degli ultimi libri di John Grisham, “Il broker”, ambientato a Bologna, cita un ristorante dove si mangiano “i tortellini migliori” della città. In questo mondo di sapori antichi si ritrovano anche i mestieri passati e le botteghe artigiane che fondono il sapere di una volta, reinterpretandolo a uso e consumo del turista.
Damiano ManciniDalla mia esperienza personale ecco come visitare al meglio Bologna in due giorni, toccando i principali nodi della città e gustandosi la sua atmosfera antica: PRIMO GIORNO. Credo che la scelta ottimale sia quella di partire dal nucleo trecentesco di Piazza Maggiore, sulla quale si affaccia la grandiosa Basilica di San Petronio: una delle maggiori chiese al mondo; il suo portale è adornato dai bassorilievi di Jacopo della Quercia e all' interno troviamo i dipinti di Giovanni da Modena, Jacopo di Paolo, Lorenzo costa, Amico Aspertini ecc.. all'ingresso della chiesa vi è la meridiano del 1655, opera del Cassini di notevole interesse. Sulla piazza si affacciano i principali palazzi pubblici della Bologna medievale: Palazzo del Podestà, Palazzo dei Notai e Palazzo d'Accursio. Successivamente suggerisco di incamminarsi su via dell'Archiginnaso per percorrere uno dei più antichi e famosi portici di Bologna, sino a raggiungere palazzo dell'Archiginnaso sede dell'Università dal Cinquecento all'Ottocento. Dalla Piazza Maggiore si passa alla Piazza del Nettuno, con al centro la fontana del Giambologna. Sullo sfondo si vede il palazzo del re Enzo. Altra tappa fondamentale:le Due Torri, il simbolo di Bologna. La Torre degli Asinelli e la Garisenda. Accanto alle due Torri si apre la Piazza della mercanzia, con l'omonimo Palazzo e la loggia del Carrobbio. SECONDO GIORNO. Visita al Museo Civico Archeoogico e successivamente alla Pinacoteca nazionale di Bologna. Nel pomeriggio tour in Sala Borsa, la nuova biblioteca multimediale. Usciti dalla sala Borsa si può visitare la Cattedrale di San Pietro, all'inizio di via Indipendenza. Dopo la Cattedrale passeggiata per la via dello shopping di Bologna. Bologna è un vero e proprio paradiso del gusto per l'abbondanza dei suoi piatti tipici e degli ottimi vini dei suoi Colli. A partire dai tortellini, fino alla mortadella, non si possono non citare alcune delle sue ricette più gustose: cotolette alla bolognese, crescentine fritte, torta di tagliatelle,lasagne verdi, ragù alla bolognese.. non per altro bologna viene definita “la grassa”.