
Benevento è una cittadina campana, capoluogo di provincia dalle dimensioni contenute: con una popolazione di circa 63 mila abitanti è infatti la meno popolosa della Regione. Si trova in una posizione centrale tra i due mari, Tirreno ed Adriatico, in una conca dalla quale si vede ad ovest il massiccio del Taburno, le cui cime si racconta che disegnino la sagoma di una donna distesa. Da questo profilo scolpito dalla fantasia della natura nasce il nomignolo “la dormiente del Sannio”. Il territorio provinciale copre la parte nord orientale della Campania a una altitudine che parte dagli 80 metri per arrivare ai 415 metri sul livello del mare. La città è attraversata dai fiumi il Calore Irpino, affluente del Volturno, e il Sabato, che confluisce nel Calore in contrada Pantano. Le origini di questa città partono dalla preistoria e attraversano tutte le epoche delle varie dominazioni: sannitica, romana, longobarda e pontificia. Questa storia ricca di vicende, ha fatto sì che Benevento possegga un patrimonio architettonico e culturale di grande rilevanza. Secondo un’antichissima leggenda, gli eventi nefasti collegati allo sbarco in Italia dell’eroe greco Diomede da Troia sarebbero all’origine del primo nome della città campana: il Troiano stesso la fece chiamare “Malies”, termine di origine greca, appunto, trasformato in seguito dagli Osci o dai Sanniti in “Maleonton” che poi in latino divenne “Maleventum”. Nel 275 a.C. i Romani sconfissero Pirro, re dell’Epiro, e i suoi elefanti, con cui fino a quel momento aveva avuto la meglio in diverse battaglie e sbaragliato ogni campo. Quest’evento convinse i Latini a cambiare il nome della città in “Beneventum” (“buon vento”), considerato di miglior auspicio rispetto al precedente. Nel medioevo visse momenti di profonde tragedie a causa di un grave terremoto prima, diverse invasioni perpetrate dai Visigoti, dai Vandali e dai Goti poi. Dopo una breve parentesi normanna, Benevento passò in mano al Regno di Napoli e nuovamente la città cadde nelle lotte tra Angioini ed Aragonesi. Con l’annessione al Regno d’Italia cominciò la ripresa con una economia sempre in espansione.
Elettra MartinoLa scorsa primavera io, la mia famiglia e dei cari amici di vecchia data, abbiamo deciso di visitare per la prima volta Benevento e, ancora prima di partire, abbiamo deciso insieme un itinerario da percorrere che toccasse i luoghi storici architettonici e religiosi, il tutto immerso in una naturalità diffusa, senza tralasciare la buona tavola. Il nostro itinerario infatti si sviluppa nella città di Benevento, Pietrelcina e il Fortone. Tra gli innumerevoli monumenti che offre la città cito: l'arco di Traiano, i resti del Teatro di Adriano, il Castello di Manfredi, il Chiostro, il Duomo, il Museo del Sannio. A pochi chilometri da Benevento si giunge a Pietrelcina, piccolo centro agricolo, notissima in Italia per aver dato i natali a Padre Pio, del quale tutta la cittadina sembra rievocare la presenza:dalla casa in cui è nato, al convento dei cappuccini con il museo a lui dedicato, al grosso elmo dove il Padre ricevette le stigmate. Pietrelcina è il luogo ideale per i turisti che intendono il loro viaggio anche come incontro meditativo. Dopo Pietrelcina: Fortone. Dove la natura fa da protagonista, vige il verde rigoglioso, subito a nord di Benevento. Nel territorio sono numerosi i castelli ed i ruderi risalenti al Quindicesimo secolo . Giungiamo al laghetto di S. Giorgio la Molara contornato da altissime pale eoliche. Oltre alla natura è la tradizione enogastronomica a rappresentare il vero richiamo che risuona da questa terra: l'olio extravergine delle colline beneventane, il Guardiolo Falangina e le gustose ricette tipiche come la zuppa delle streghe, i taralli di San Lorenzo e le zeppole di San Giuseppe