Il salame Brianza, uno tra i più apprezzati salumi tipici della Lombardia, vanta il riconoscimento Dop dal 1996; ne tutela il marchio e la tipicità il Consorzio del salame Brianza, che dai sette soci fondatori si è ampliato fino agli attuali venticinque, includendo tutti i produttori presenti nella zona che comprende parte delle province di Milano, Como e Lecco. Un territorio dotato di clima molto favorevole per l'asciugatura e la stagionatura degli insaccati, per la presenza delle acque lacustri e della barriera delle Prealpi, che hanno un effetto mitigante sulle temperature.
Il logo del salame Brianza, presente in alcune sfiziose ricette di Lombardia, riassume tre significati distintivi: la campana della Brianza, che evoca la longobarda regina Teodolinda; il tricolore, a indicare che si tratta di un prodotto italiano e infine la denominazione d'origine protetta per sottolineare il riconoscimento e la tutela della legislazione europea. Questo salume della cucina lombarda, alla pari di altri prodotti tipici regionali, risale all'epoca longobarda; lo sviluppo e l'affinamento delle pratiche di norcineria ebbero in epoche successive nei monasteri una sede ideale, anche a fini di cura.
Prodotto esclusivamente con carni suine, il salame Brianza ha colore rosso brillante, profumo delicato, sapore dolce e morbido, piacevolmente avvolgente. La stagionatura va dai quindici giorni per gli esemplari più piccoli ai cinque mesi per quelli più grandi.
Oltre al tradizionale tagliere comprendente fette di salame e formaggi freschi o stagionati, si presta ad essere assaporato con i kiwi, le mele e i melograni; per chi ama i sapori decisi, fa bella figura servito con la pasta d'olive nere o verdi. Tagliato a pezzetti, arricchisce i gusti variegati di insalate, farcite con funghi freschi e lattuga.