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Lenticchia di Castelluccio a Perugia

La lenticchia di Castelluccio di Norcia è uno spettacolo già nella fioritura, oltre che ingrediente tipico della cucina umbra, ricco in ferro, proteine e vari sali minerali. E' coltivata su un altipiano di 1400 metri sul livello del mare, tra i monti Sibillini, nell'omonimo Parco Nazionale. La piana di Castelluccio è un territorio d'alto pregio naturalistico, che si ammanta di bellezza a giugno, durante la coloratissima fioritura della lenticchia. Tra i legumi più noti, è proprio qui che questo ecotipo esibisce caratteristiche uniche di sapore, colore e coltura, indotte sia dall' ambiente vocato per produrre questa perla dei prodotti umbri, sia per l'identità immutata delle pratiche colturali usate da secoli. Ha buccia molto fine, gusto autentico, colore variabile dal tigrato al giallognolo al marroncino.
È una delle più antiche piante alimentari di cui l'uomo si è nutrito e la sua terra d'origine è, come per tante altre, la regione medio - orientale della Mezzaluna Fertile

Per gustarla al meglio

La lenticchia di Castelluccio, contrariamente alle sue sorelle meno blasonate, non va messa a bagno prima della cottura; piuttosto, s'immerge in acqua fredda e si mette direttamente sul fuoco, attorniata da sedano e uno spicchio d'aglio, come prescrivono le ricette umbre. Varie le sue ineguagliabili qualità: la lenticchia di Castelluccio non scuoce, non perde la buccia ed è pronta da mangiare dopo venti minuti di bollitura. E' buona norma ricordare che il sale va messo all'inizio o alla fine della cottura, mai durante. Solerti accompagnatrici di zampone e cotechino, le lenticchie festeggiano il Natale su milioni di tavole e portano, si dice, ricchezza e felicità se consumate a Capodanno.

 

Per saperne di più

www.castellucciodinorcia.it

Claudia Farina
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